Villa Taverna celebra il 250esimo anniversario dell’Indipendenza americana con molti presenti e vistose assenze tra governo e opposizioni. Non c’è Giorgia Meloni, impegnata al congresso Uil a Padova. Presenti i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e con loro numerosi ministri. L’ambasciatore Usa in Italia, Tilman Fertitta, ha ribadito il valore del rapporto con Roma: «L’Italia è un partner e un amico fidato, e i nostri legami si rafforzano ogni giorno».
Fertitta: «Celebriamo la nostra partnership»
Nel suo discorso, Tilman Fertitta ha messo al centro il rapporto tra Roma e Washington. «L’Italia è un partner e un amico fidato, e i nostri legami si rafforzano ogni giorno», ha detto l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, che ha definito i rapporti con alleati come l’Italia «la pietra angolare della forza e della leadership americana».
«Questa sera celebriamo la nostra partnership», ha aggiunto Fertitta, dicendosi «onorato» della presenza dei rappresentanti del governo italiano alla cerimonia per il 250esimo anniversario dell’Indipendenza americana. L’ambasciatore ha ringraziato il presidente del Senato Ignazio La Russa, i vicepremier Tajani e Salvini e il ministro della Difesa Guido Crosetto, definito «un vero amico» degli Stati Uniti.
Poi la chiusura: «Viva l’Italia e Dio benedica gli Stati Uniti».
Tajani: «L’amicizia è più forte di ogni polemica»
Nel suo intervento, Antonio Tajani ha scelto di ribadire la solidità del rapporto tra Italia e USA anche nei momenti di frizione. «L’amicizia è più forte di ogni polemica», ha detto il ministro degli Esteri. «Essere alleati non significa essere sempre d’accordo su tutto. Ma anche quando emergono sensibilità diverse, l’importante è parlarsi come si fa tra amici, con franchezza. Rispettarsi sempre. Essere consci che nei momenti decisivi siamo, italiani e americani, insieme dalla parte giusta della storia. Dalla parte dell’Occidente».
Infine il richiamo al significato politico di questo giorno: «Il 4 luglio ci ricorda da dove veniamo: libertà, sacrificio, coraggio. La forza e la costanza del rapporto tra Italia e Stati Uniti ci dicono dove dobbiamo andare: più sicurezza, più crescita, più Occidente».
I presenti della maggioranza
Oltre a Tajani e Salvini, per il governo erano presenti i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin e Guido Crosetto. A Villa Taverna anche il sottosegretario Alfredo Mantovano, Ignazio La Russa e Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia.
Sempre tra gli esponenti della maggioranza, presenti anche Lucio Malan, Riccardo Molinari, Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini, Maurizio Gasparri, Roberto Occhiuto, Deborah Bergamini e Giorgio Mulè.
A destra, ma non al governo, Laura Ravetto di Futuro nazionale: «Vannacci era invitatissimo, ma ha impegni in Europa», ha detto.
Le delegazioni del campo largo
Nel centrosinistra la linea è stata quella della presenza senza i leader principali.
Assenti Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Conte era a Napoli per presentare il suo libro. Fratoianni era al congresso Uil a Padova. Bonelli aveva detto nei giorni scorsi di non aver ricevuto l’invito: «Sono finito nella blacklist dell’ambasciata Usa». Elly Schlein invece ha preferito mandare Francesco Boccia, Antonio Misiani e Lorenzo Guerini.
Per il campo largo presenti anche Matteo Renzi per Italia Viva e Benedetto Della Vedova di Più Europa.
Assente anche Carlo Calenda di Azione.
Renzi attacca Meloni
Matteo Renzi, arrivando a Villa Taverna, ha criticato la linea della premier verso Donald Trump. «Credo che Giorgia Meloni abbia sbagliato, profondamente sbagliato, a immaginarsi come ponte con Trump, perché il suo rapporto personale con Trump non ha funzionato», ha detto.
Il leader di Italia Viva è stato più morbido sui rapporti con Washington: «Siamo favorevoli al rapporto con gli Stati Uniti d’America. Siamo convinti che 250 anni di storia non vengono cancellati da due anni di Trump. I presidenti passano, l’America no».
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