martedì 28 Luglio 2026
Agenti polizia ph Ansa

Lacrimogeni più urticanti e proiettili di gomma: la stretta contro i cortei violenti dopo gli scontri coi No Tav

La Lega vuole proporre un disegno di legge per introdurre il “terrorismo di piazza” e riprendere una mozione per equiparare Antifa e antagonisti ad associazioni terroristiche

Di Laura Laurenzi
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Lacrimogeni più urticanti, idranti più potenti e proiettili di gomma: sono questi gli strumenti su cui il Meloni starebbe riflettendo per rendere i corpi di più efficaci contro gli , i manifestanti violenti e tutti coloro che sono ritenuti una minaccia nel corso dei cortei. Lo riferisce La Stampa, spiegando che il ministero dell’Interno starebbe valutando nuove dotazioni agli agenti in risposta alle richieste avanzate dai sindacati a seguito degli scontri del 25 luglio con i No Tav.

L’ira dei sindacati dopo gli scontri coi No Tav

Sono stati più di 130 gli agenti tra poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di Finanza. Secondo alcuni è stato un caso che non ci siano state vittime. In molti raccontano della violenza senza precedenti che ha caratterizzato la giornata. Oltre 500 manifestanti del “blocco nero” hanno assaltato il cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte, in Val di Susa, danneggiando l’impianto e lanciando molotov, bombe carta e pietre contro le forze dell’ordine presenti. Due camionette sono state date alle fiamme.

L’idea di fondo è che in questi contesti le forze dell’ordine non si trovino ad affrontare semplici manifestanti in collera, ma squadroni addestrati per causare danni e disordini. Secondo gli agenti, infatti, “un manifestante pro-pal o uno studente universitario non saprebbe incendiare una camionetta”. Inoltre, le attrezzature pesanti e la divisa rinforzata renderebbero gli agenti più lenti e goffi, mentre i No Tav sono veloci e agili. Da qui la richiesta di nuovi protocolli che rendano il degli agenti più semplice.

La Lega vuole introdurre il reato di “terrorismo di piazza”

Per i lacrimogeni più urticanti e gli idranti più potenti il Viminale potrà intervenire mediante una semplice circolare ministeriale, mentre per i proiettili di gomma sarà necessario un intervento normativo e la previsione di un addestramento specifico. Al momento non vi sono certezze e le misure sono ancora allo studio degli , ma tra i partiti del Governo Meloni c’è chi è già pronto a cavalcare la paura e la rabbia delle forze dell’ordine. La Lega di Matteo Salvini vorrebbe proporre un disegno di legge per introdurre il reato di “terrorismo di piazza”.

Una proposta che si aggiungerebbe a quella dello scorso marzo del deputato leghista Eugenio Zoffili, che aveva proposto di equiparare Antifa e antagonisti ad associazioni terroristiche, seguendo una linea già sostenuta dal presidente statunitense Donald . Una stretta preoccupante sul diritto di manifestare. Le due ipotesi, infatti, non convincono il resto della . Oltre a Forza Italia, anche diversi esponenti di FdI non hanno accolto con favore la possibilità, in quanto ritenuta eccessiva. Il presidente del , Ignazio La Russa, ha già chiarito di non essere allarmato per la situazione e di essere convinto che quanto accaduto il 25 luglio non sia il sintomo di un ritorno del terrorismo.

E se la richiesta della Lega appare come l’ultima proposta populista per recuperare consensi, le riflessioni del Viminale sembrano l’ennesima stretta securitaria non efficace. Aumentare le capacità di difesa dei militari non risolverebbe alla radice il problema delle piazze, sintomo di un’insoddisfazione di fondo della popolazione o di parte di essa. Si tratterebbe di nuove misure tampone per dare l’impressione che sulla sicurezza il Governo Meloni abbia trovato una quadra.

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