Il centrodestra ha depositato in Parlamento la sua proposta per la nuova legge elettorale. Previsto un proporzionale con premio di maggioranza, c’è ancora margine sulle questione delle preferenze. Fdi le vuole, la Lega è contraria, Forza Italia valuta emendamenti sul ballottaggio. Comprensibile visto che il partito di Salvini possiede più scarsa presenza territoriale, godendo di popolarità solamente in poche regioni. Il testo entra in commissione e prepara il terreno per il premierato, ma il dibattito inizierà dopo il referendum. La riforma è ideata per garantire stabilità ed eliminare casi di pareggio elettorale. Per la prima volta nella storia della repubblicana sarà presente l’indicazione del candidato presidente del Consiglio.
Aspettando il premierato
Che la riforma sulla legge elettorale prepari il terreno per il premierato non è un segreto. Lo rivela anche Giovanni Donzelli che afferma “E’ una legge che è perfettamente compatibile con il premierato”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa cerca di smorzare i contrasti tra i partiti di maggioranza: «Non abbiamo cambiato idea» sulle preferenze, pur dicendosi «rispettoso del dibattito».
Il problema delle preferenze
Le preferenze rendono il voto più diretto e il cittadino sceglie la persona non solo il partito. In questo modo costringono i candidati a costruire un rapporto reale sul territorio e di norma aumenterebbe la partecipazione, abbassandosi l’astensionismo . Ci sono anche dei problemi. Prevale ancora di più il principio della visibilità su quello competenza. I partiti si svuotano, oscurati da singole personalità e perdono la loro forza.
Polemica Pd
Il Pd fa il ruolo dell’opposizione e protesta per la riforma .Vale però la pena ricordare che nel 2013, con la legge Calderoli, il Pd ottenne il 29,55% dei voti e si ritrovò con il 55% dei seggi alla Camera grazie al premio di coalizione. In quel caso a pagare fu la coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi che con lo scarto di appena lo 0,30% si ritrovò 126 seggi, contro i 345 del centrosinistra. Non può che apparire strano allora che oggi ci si indigni e si consideri anti-democratica la proposta del centrodestra
L’interesse di Fratelli d’Italia
Dall’altra parte Fratelli d’Italia ha un suo evidente tornaconto. Sentire l’esigenza di una legge sulla stabilità quando Giorgia Meloni si appresta a completare i cinque anni di mandato, fatto rarissimo in Italia, suona poco sensato. Inoltre cambiare la legge elettorale ad un anno dalle elezioni è chiaramente una mossa furba che tenta di sfruttare il momento attuale che è oggettivamente favorevole per chi propone la riforma. Non invalida la proposta nel merito, ma è un dato che va tenuto presente.
A cura di Alessandro Marotta
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