Per quattro anni l’Ucraina ha ricevuto armi dagli Stati Uniti, ora potrebbe ricambiare. Zelensky ha aperto alla possibilità di esportare tecnologia militare ai Paesi del Golfo sotto attacco iraniano: “Sappiamo come abbattere i droni iraniani. I Patriot non possono farlo, i nostri intercettori sì».
I droni iraniani costano tra i 20 e i 50mila dollari l’uno. Un singolo intercettore Patriot arriva a costare oltre i 13,5 milioni di dollari a intercettazione. L’Ucraina nel conflitto con la Russia ha risolto il problema sviluppando intercettori propri a poche migliaia di dollari. Efficaci e soprattutto a basso costo, adesso quei sistemi li vorrebbero i paesi del Golfo sotto attacco iraniano e secondo il Financial Times, ci sta lavorando lo stesso Pentagono. La risorsa ucraina potrebbe essere l’unico modo per sostenere sul lungo termine la sfida con l’ampia batteria di droni Shahed iraniani
We received signals from partners in the Middle East. There have been strikes by Iranian “shaheds” on civilians in those countries. They are seeking our expertise. We are open. If their representatives come, we will provide the expertise. Especially since there is also a request…
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) March 5, 2026
Zelensky tratta, ma non regala. Vuole missili antiaerei americani in cambio. E frena sull’invio diretto di armi: «Anche noi siamo in guerra». Il vero negoziato è con Washington e Kiev, per la prima volta, ha una leva concreta da usare.
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