Un’esplosione ha colpito nella notte tra sabato e domenica l’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo. Il boato si è verificato intorno all’una, davanti all’ingresso della sezione consolare. Nessuna persona è rimasta ferita, ma la polizia norvegese non esclude la pista del terrorismo.
I danni sono limitati. Alcune vetrate sono andate in frantumi e sulla porta d’ingresso si vedono crepe evidenti. Sulla neve davanti all’edificio restano schegge di vetro e segni scuri sull’asfalto, probabile traccia dell’esplosione.
Gli investigatori hanno lavorato per tutta la notte nella zona dell’ambasciata. La polizia ha impiegato cani, droni ed elicotteri per cercare uno o più possibili responsabili. Al momento non risultano arresti.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di un attacco terroristico. “È una possibilità, ma non ci concentriamo solo su questo. Dobbiamo restare aperti anche ad altre cause”, ha spiegato Frode Larsen, capo dell’unità congiunta di investigazione e intelligence della polizia, parlando all’emittente pubblica NRK.
Il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide ha definito l’episodio “inaccettabile”. Ha spiegato di essere in contatto con il ministro della Giustizia Astri Aas-Hansen e con l’incaricato d’affari dell’ambasciata americana, Eric Meyer.
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