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sabato 18 Aprile, 2026
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Palazzo Chigi smentisce trattative con Iran

Palazzo Chigi nega l’avvio di negoziati segreti con l’Iran sullo Stretto di Hormuz

La Presidenza del Consiglio e la Farnesina hanno smentito l'indiscrezione del Financial Times su presunte trattative con Teheran per il passaggio sicuro delle navi mercantili

Da Laura Laurenzi
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Palazzo Chigi ha smentito fermamente l’indiscrezione del Financial Times secondo cui l’Italia e  la Francia avrebbero aperto a negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Sono bastate poche ore alla Presidenza del Consiglio per riprendere in mano la situazione e chiarire che al momento non vi sono trattative riservate per avere vantaggi rispetto ad altri Paesi europei e Occidentali nell’ambito della guerra nel Golfo.

Anche la Farnesina ha specificato che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale, senza cedere ad alcun “negoziato sotto banco” che preservi solo alcuni mercantili rispetto ad altri.

L’indiscrezione del Financial Times

Il caso è scoppiato dopo un articolo della testata finanziaria che, citando fonti informate, ha sostenuto che Roma e Parigi, insieme ad altre Nazioni europee, avrebbero tentato di avviare discussioni con Teheran per garantire il passaggio dei loro mercantili nello Stretto di Hormuz, ormai divenuto teatro di guerra.

Si tratta della striscia di mar Arabico che mette in comunicazione il Golfo di Oman e il Golfo Persico. Un tratto brevissimo attraverso cui, però, passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali. Il controllo di questo tratto è quindi fondamentale per l’Iran, che si trova a combattere contro due superpotenze quali gli Usa e Israele.

L’ipotesi principale è che Teheran voglia bloccare il passaggio delle navi, con la minaccia di mine e attacchi improvvisi, per far salire i prezzi del petrolio e del gas naturale. In questo modo aumenterebbe le pressioni su Donald Trump affinché ponga fine alla guerra. Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha infatti già promesso di continuare a bloccare lo stretto.

Lo stop prolungato al transito dei mercantili provocherà forti ripercussioni sui mercati mondiali, facendo lievitare i costi energetici per le imprese e le famiglie, aggravando i bilanci nazionali. Dall’inizio del conflitto, i prezzi del petrolio sono saliti a circa 100 dollari al barile, mentre in Europa il prezzo del gas naturale è aumentato del 75%.

I rapporti tra Iran e Italia

Una situazione delicatissima, soprattutto per un Paese come l’Italia che già subisce da anni una crisi energetica. Il prezzo del gas e dell’elettricità in bolletta potrebbe raggiungere costi record, alleggerendo i portafogli degli italiani e mettendo in difficoltà i bilanci della Nazione.

Eppure, Palazzo Chigi smentisce la possibilità di una trattativa in corso con Teheran per mettere un freno alla crisi. Il fatto che ad essere nominate dal Financial Times siano proprio Italia e Francia, però, fa sorgere dubbi su ciò che realmente sta accadendo. Entrambi i Paesi intrattengono relazioni decennali con il Paese islamico.

La prima visita di un capo di Stato straniero ospite della Repubblica italiana fu fatta dallo Scià di Persia nell’agosto 1948 e solo due anni dopo i due Paesi firmarono un trattato di amicizia che permise di sviluppare relazioni culturali ed economiche. Con l’instaurazione della Repubblica islamica i rapporti si sono raffreddati, ma l’Italia ha sempre cercato di mantenere un dialogo sia formale che informale con l’Iran.

Leggi anche: Il Consiglio Supremo di Difesa oggi al Quirinale: “L’Italia non entrerà in guerra”

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