Secondo il retroscena del Corriere della Sera a firma di Tommaso Ciriaco, il clima è di scontro aperto tra la premier e Daniela Santanchè dopo il fallimento del referendum. Tra le due i toni sono diventati durissimi: «Che fai, mi cacci?» avrebbe chiesto la ministra, ricevendo come replica un gelido «Che fai, mi sfidi?». Giorgia Meloni è categorica: «Da oggi non copro più nessuno: chi sbaglia paga».
Il braccio di ferro
La ministra del Turismo, indagata da due anni per la vicenda relativa all’azienda Visibilia, non intende cedere e conferma ogni impegno, parlando di una resistenza “davanti alla bella morte”. Tuttavia, da Palazzo Chigi è uscita una nota ufficiale che auspica il suo passo indietro per “sensibilità istituzionale”, sulla scia di quanto già fatto da Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi. Il gruppo storico di Atreju spinge per l’addio: «Ha lasciato uno storico come Delma, deve fare altrettanto Daniela». Nemmeno la mediazione di Ignazio La Russa sembra aver sbloccato la situazione.
I piani per il futuro
Meloni vuole “stringere i bulloni” e cambiare fase per non offrire alibi alle opposizioni, che già minacciano la sfiducia in Aula. Nel partito circola già l’identikit del sostituto: un esponente del Sud, territorio dove il rigetto verso la riforma è stato netto, con punte del 65,2% in Campania e del 61% in Sicilia. L’obiettivo è rilanciare l’azione politica in vista del voto del 2027. La premier, oggi in Algeria per discutere di forniture di gas, attende di capire se la sua ministra cederà o se servirà un voto parlamentare per chiudere la pratica.
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