giovedì 13 Agosto 2026

Lasciano Delmastro e Bartolozzi, a rischio ancora Santanchè. Cosa succede a pochi giorni dal referendum: La rassegna di mercoledì 25 marzo

In sintesi le principali notizie dall'Italia e dall'estero

Di Silvia Forconi
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Il terremoto nel Governo e l’ira di Giorgia Meloni

All’indomani della vittoria del No al referendum sulla Giustizia, il viene travolto da un vero e proprio scossone politico. Arrivano le attese dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e di Giusi Bartolozzi, che occupano le prime pagine di tutti i quotidiani, segnando quello che Repubblica definisce un “terremoto” innescato dalle inchieste giudiziarie. Delmastro ha lasciato l’incarico parlando di una “leggerezza” commessa e nulla di più, ma il clima a è ancora molto teso. Il Corriere della Sera descrive una Premier furiosa che ora pretende la stessa “sensibilità istituzionale” da Daniela Santanchè, anche lei sotto . Più duro Il Fatto Quotidiano che apre parlando apertamente di “purghe meloniane” citando i tre nomi della lista di Fratelli d’Italia in uscita, mentre La Verità sposta l’accento sulla necessità di fare piazza pulita come segno della sconfitta referendaria.

Il “fortino” di Daniela Santanchè e il caso Nordio

Daniela Santanchè ha sempre mantenuto una linea di resistenza rispetto alle dimissioni, nonostante numerosi scandali politici nel corso del . Questa volta, però, a cambiare la situazione è il pressing asfissiante della Presidenza del Consiglio. Per ora la Ministra del sembra intenzionata a non cedere, infatti Libero nella sua prima pagina racconta di un “grande gelo” con Palazzo Chigi, mentre Il Fatto Quotidiano svela anche un altro retroscena: Giorgia Meloni starebbe litigando duramente con Ignazio La Russa per la difesa verso la Santanchè minacciando persino di revocare le deleghe. La Ministra, dal canto suo, si è chiusa in quello che il Corriere definisce un “fortino“, respingendo ogni accusa e sostenendo che il fallimento del referendum non sia imputabile a lei. In questo clima di resa dei conti, anche la posizione del Guardasigilli Carlo Nordio (che ha sempre difeso Bartolozzi) appare fragilissima. Secondo Repubblica, la Premier avrebbe fermato in extremis le dimissioni del Ministro, decidendo però di commissariarlo di fatto, mentre Marcello Sorgi su La Stampa si chiede quanto possa ancora reggere un esecutivo dove persino il pilastro della Giustizia traballa vistosamente.

Lo spiraglio a Hormuz e l’incognita

Sul piano internazionale si registrano i primi segnali di distensione nello Stretto di Hormuz, dove le prime navi hanno ripreso a transitare alla mediazione del Pakistan. Il Corriere della Sera riporta l’esultanza di Donald Trump (“Ho vinto”), ma la realtà appare più complessa. Se da un lato il tycoon rivendica il successo della sua strategia, dall’altro La Stampa rivela le pressioni di Bin Salman affinché gli Stati Uniti non abbandonino il fronte bellico. La narrazione di una pace imminente si scontra inoltre con le indiscrezioni del Fatto Quotidiano, secondo cui nonostante i proclami di Trump, la guerra sia ancora ben lontana dalla conclusione.

L’ultimo saluto a

Infine, l’Italia si ferma per rendere omaggio a Gino Paoli, scomparso all’ di 91 anni. Il Corriere della Sera lo ricorda come il “rivoluzionario che cantava l’amore“, un capace di scardinare i canoni della musica leggera. Repubblica e La Stampa dedicano ampi spazi alla sua eredità, trasformando i titoli dei suoi capolavori nel saluto di un’intera nazione. Da “Sapore di sale” a “Senza fine“, i quotidiani celebrano il ricordo di una colonna sonora che  ha lasciato l’Italia senza uno dei suoi poeti più amati.

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