Il conflitto nel Golfo continua ad allargarsi. I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato il loro primo attacco contro Israele dall’inizio della guerra. Il gruppo ha spiegato in una dichiarazione pubblicata su X di aver lanciato un missile contro siti militari israeliani. Una versione che concorda con quanto sostenuto qualche ora prima dalle Forze di Difesa Israeliane, secondo cui sarebbe stato individuato e intercettato un attacco proveniente dallo Yemen.
Gli Houthi, che avevano già colpito Israele con droni e missili per gran parte della guerra di Gaza, hanno annunciato che le loro operazioni militari non si fermeranno finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi dichiarati e fin quando non cesserà “l’aggressione contro tutti i fronti della resistenza”. Il gruppo è quindi pronto a sostenere sia l’Iran sia il Libano nell’ottica anti-Usa e anti-Israele che lo ha caratterizzato sin dall’invasione americana del 2003 in Iraq.
Il ruolo degli Houthi nel Mar Rosso
L’ipotesi principale è che il gruppo armato possa intervenire anche nello Stretto di Hormuz, seppur non direttamente. Gli Houthi potrebbero prendere di mira le navi mercantili che attraversano il Mar Rosso, interrompendo ulteriormente il traffico marittimo globale. Si tratta di una strategia già adottata durante la guerra a Gaza, quando, tra novembre 2023 e gennaio 2025, furono attaccate oltre 100 navi mercantili con droni e missili. Nello stesso periodo sono state affondate due imbarcazioni e uccisi quattro marinai.
Una scelta che rischia di mettere ancora più a rischio il commercio globale, con pesanti ripercussioni sui prezzi del greggio e del gas naturale liquido. Nonostante lo stop americano agli attacchi contro le infrastrutture energetiche del Golfo, la crisi economica rischia di aggravarsi a causa delle restrizioni di navigazione in alcune delle tratte chiave per le petroliere di tutto il mondo.
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