“Le primarie sono uno strumento partecipativo importante, ma se vogliamo portare al voto gli astenuti serve di più”. Sono le parole del presidente del Pd ed europarlamentare Stefano Bonaccini, che ai giornalisti del Corriere della Sera sottolinea: “Sono uno strumento democratico, ma se non facciamo tutto il resto diventano una conta sui nomi, la cosa che più allontana le persone oltre che dividerle”.
È la stessa linea della sindaca di Genova Silvia Salis, la quale ha sostenuto più volte che alimentare una competizione interna alla coalizione non sia funzionale in vista delle elezioni del 2027. L’unico obiettivo dovrebbe essere quello di battere il centrodestra. E per riuscirci è necessario proporre un programma convincente che riesca a intercettare i cittadini che da tempo non si sentono rappresentati.
“Bisogna indicare con chiarezza i pilastri e le priorità dell’alternativa” – continua Bonaccini – “siamo già molto più uniti di una destra che naviga a vista, si divide su tutto e ha portato l’Italia su posizioni profondamente sbagliate e dannose per l’interesse nazionale”. Non è un’impresa impossibile. I sondaggi danno Fratelli d’Italia al 26,7%. Il partito guidato dalla premier Meloni è sceso dell’1,3% ed è il dato più basso degli ultimi quattro anni.
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