Cosa succederebbe se gli Usa lasciassero la Nato? Le parole pronunciate oggi da Donald Trump su una possibile uscita degli Usa dall’Alleanza Atlantica hanno riportato l’attenzione sulla dipendenza militare ed economica dell’Ue da Washington. Per chiarire questi dubbi è necessario affidarsi ai dati. Nel 2025 il bilancio della Nato era pari a 4,6 miliardi di euro e 5,3 miliardi per il 2026, con l’aumento generato dall’imposizione Usa ai Paesi europei di investire il 5% del loro Pil in Difesa e sicurezza.
Il supporto alla Nato, infatti, è legato a doppio filo con la spesa militare dei singoli Paesi membri. Secondo l’Istituto Sipri di Stoccolma, il costo totale per il 2024 è stato di 1.506 miliardi, di cui 997 garantiti dagli Usa. Di fronte a queste cifre sembra scontato che l’Alleanza Atlantica non possa esistere senza gli Stati Uniti. Eppure, c’è un dettaglio che troppo spesso la stessa Washington tende a tralasciare.
I 997 miliardi fanno riferimento all’intero budget militare Usa, mentre per la protezione dell’Europa vengono investiti tra i 40 e i 150 miliardi di dollari. Un importo minimo rispetto a quello dei Paesi Ue. A pesare sulla Nato, infatti, è più che altro l’imponente esercito degli Stati Uniti. Secondo uno studio dell’Istituto Bruegel e del Kiel Institute for the World Economic, l’Europa dovrebbe reclutare 300mila militari nei prossimi cinque anni per sopperire al ritiro delle truppe Usa.
La strategia di Trump per la Nato
Un rafforzamento che costerebbe all’Europa 250 miliardi di euro in più all’anno. Inoltre, per essere autosufficienti servirebbero anche nuovi mezzi militari, tra cui circa 1400 carri armati, 2000 veicoli da combattimento per la fanteria e 700 pezzi di artiglieria. Insomma, neanche il 5% del Pil di ogni singolo Paese riuscirebbe a sostenere queste spese. Una consapevolezza che ha spinto Trump a forzare i Paesi europei a impegnarsi di più, al fine di ridurre ulteriormente la spesa per la loro sicurezza e magari riuscire a convincerli ad acquistare più armi Usa. Il conflitto in Iran ha rappresentato l’esempio perfetto per dimostrare il possibile “disinteresse” europeo nei confronti dell’Alleanza e lanciare un nuovo ultimatum.
La decisione di diversi Paesi Ue, tra cui Italia e Spagna, di non garantire l’uso delle loro basi militari agli Usa, ha poi aumentato queste tensioni. Ora, resta da capire in che modo i Paesi europei intenderanno rispondere a questa nuova minaccia, nella consapevolezza che, almeno per ora, le basi Usa in Europa sono insostituibili, compresi gli arsenali nucleari presenti nei vari depositi.
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