Via libera degli Stati Uniti sugli asset congelati iraniani, mentre sullo Stretto di Hormuz le delegazioni non hanno ancora raggiunto un’intesa. Teheran rifiuta il “controllo congiunto” del passaggio e insiste per introdurre un pedaggio per le imbarcazioni che intendono attraversarlo. A poco è servito il tentativo di persuasione del vicepresidente Usa JD Vance. Lo ha rivelato Al Jazeera. Peraltro i Pasdaran hanno spiegato che le “richieste eccessive” rivolte all’Iran “hanno ostacolato i progressi”, lo conferma l’agenzia di stampa Tasnim.
È questo il resoconto dei primi due round di negoziati, che – spiegano due fonti attendibili al Financial Times – potrebbero protrarsi fino a tarda sera, se non a domani mattina. Diverso è l’atteggiamento, appunto, sugli asset congelati in Qatar e in altre banche straniere. Inseriti nella controproposta in 10 punti, che include il cessate il fuoco e la possibilità di sviluppare un proprio programma nucleare.
“Gli esperti di entrambe le parti stanno scambiando i testi” – rivela la televisione di Stato della Repubblica Islamica. Nel pomeriggio fonti pakistane hanno parlato di “un’atmosfera generale cordiale” a France Press. Il cessate il fuoco, in vigore da mercoledì, durerà due settimane. Lo ha ripetuto più volte il presidente Usa Donald Trump.
Nel frattempo “l’amico” Benjamin Netanyahu dimostra di non avere intenzione di collaborare. Su X, oltre ad attaccare il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, afferma: “Israele sotto la mia guida continuerà a combattere il regime terroristico iraniano e i suoi alleati”.
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