Un carro armato israeliano ha speronato due veicoli italiani delle forze delle Nazioni Unite nel sud del Libano. L’episodio, secondo quanto riferito dall’Unifil e confermato dalla Farnesina, si è verificato oggi in due occasioni nella zona di Bayada, lungo una strada usata dai caschi blu per raggiungere le proprie postazioni. In uno dei due casi si sono registrati danni rilevanti ai mezzi.
La missione Onu ha spiegato che i soldati delle Forze di Difesa Israeliane avevano bloccato l’accesso alla strada, impedendo il passaggio dei veicoli. Il carro armato coinvolto sarebbe un Merkava, uno dei mezzi più pesanti in dotazione all’esercito israeliano. Non si segnalano feriti tra il personale internazionale, ma l’episodio alza la tensione in un’area già fragile.
Secondo l’Unifil non si tratta di un fatto isolato. Negli ultimi giorni i movimenti dei caschi blu sarebbero stati ostacolati più volte, con restrizioni anche in altre zone del confine. Dall’inizio di aprile, prosegue la nota, soldati israeliani avrebbero distrutto telecamere di sicurezza nella base di Naqoura e in altre cinque postazioni lungo la Linea Blu, da Ras Naqoura a Maroun ar Ras.
Ieri, sempre secondo la missione Onu, sarebbe stata spruzzata vernice sui vetri del cancello pedonale del quartier generale, riducendo la visibilità verso l’esterno. Un gesto che, per i responsabili della missione, mette a rischio la sicurezza del personale e limita il controllo dell’area.
L’Unifil sostiene che queste azioni violano gli obblighi previsti dalla risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza, che impone la tutela dei peacekeeper e la libertà di movimento. Nonostante le difficoltà, la missione ha ribadito che i caschi blu resteranno nelle loro posizioni e continueranno a monitorare la situazione sul terreno, segnalando ogni violazione osservata da entrambe le parti.
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