Appena arrivata al Vinitaly di Verona, davanti ai cronisti Giorgia Meloni ha affrontato rapidamente i dossier più caldi: dal Medio Oriente ai conti europei, dalle sanzioni alla Russia ai rapporti con Washington. A un copione che sembrava già scritto, Meloni ha però voluto aggiungere un piccolo colpo di scena: la sospensione dell’accordo di Difesa Italia-Israele, appena comunicata dal ministro della Difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz .
La sospensione dell’accordo con Israele
“In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”, ha dichiarato la premier. L’intesa, siglato nel 2003 e in vigore dal 2005, regola la cooperazione militare, gli scambi tecnologici e i programmi congiunti tra Roma e Tel Aviv. Il rinnovo è scattato ieri, come accade automaticamente una volta ogni cinque anni, ma l’esecutivo avrebbe scelto di fermarlo, segnando un cambio di passo in un contesto internazionale sempre più instabile. Negli ultimi giorni, a seguito dell’attacco israeliano al contingente Unifil che comprendeva militari italiani, i rapporti con il governo Meloni si sono fatti più tesi: di qui la visita di Tajani a Beirut, e la convocazione dell’ambasciatore italiano a Tel Aviv da parte del Ministero degli Esteri israeliano.
Il Patto di stabilità
Sul fronte europeo, Meloni ha invitato a non sottovalutare la crisi e torna a fare pressing in favore della sospensione del Patto di stabilità: “L’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi può avere nei prossimi mesi e in questo senso si può prendere in considerazione una sospensione del patto di Stabilità. Una misura”, ha chiarito, “non intesa verso il singolo Stato membro ma come misura generalizzata”, ha aggiunto la premier, secondo cui l’Europa farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi”.
Le sanzioni a Mosca
Quanto alla Russia, la premier non ha controfirmato le parole dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, che ha chiesto la sospensione delle sanzioni sul gas russo: “Continuo a sperare che, quando il problema (della carenza di gas, ndr.) dovesse seriamente porsi, noi saremo riusciti a fare dei passi avanti, a portare la pace in Ucraina. Però non dobbiamo dimenticare, benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi, che la pressione economica che noi abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è, alla fine, l’arma più efficace che abbiamo per costruire pace. Per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista. Però, insomma, è presto per parlare di questa dinamica”.
Il rapporto con gli Usa
“Ho espresso” ed “esprimo la mia solidarietà a Papa Leone. Francamente, io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici” ha detto Meloni. Quanto al rapporto tra Italia e Stati Uniti, “è un rapporto che va avanti da qualche anno e non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, chiaramente a contesto dato, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario. Però quando si è amici e quando si ha degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo, che è quello che io faccio ogni giorno”. Anche quando nessuno se ne accorge.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
