La luna di miele tra Iran e Usa è durata poco: a meno di 24 ore dall’annuncio della riapertura di Hormuz, Teheran ha chiuso nuovamente lo Stretto a causa del blocco navale statunitense.
Gli Stati Uniti erano stati avvertiti, l’Iran aveva minacciato di fermare il passaggio delle navi dallo Stretto se non fosse stato rimosso il blocco. Secondo gli alti funzionari iraniani, infatti, il blocco navale rappresenterebbe una violazione dell’accordo di cessate il fuoco.
Nonostante l’ammonimento, Donald Trump è rimasto fermo sulla sua posizione e sui suoi social ha duramente replicato che la stretta sarebbe rimasta fino al raggiungimento di un accordo.
L’arroganza del tycoon è costata cara: se fino a ieri i prezzi dei carburanti avevano iniziato a scendere, ora si attende un’altra inversione di tendenza.
L’aggravarsi della crisi globale, tuttavia, non basta a convincere gli Stati Uniti che manterranno la linea del blocco in assenza di un accordo con Teheran.
L’Iran riapre parzialmente lo spazio aereo
Se le tensioni nell’area strategica per il traffico energetico globale si sono riaccese, sembra invece andare meglio sul fronte aeronautico: Teheran ha comunicato la riapertura parziale del proprio spazio aereo. In base a quanti riportato dall’Irna: “Lo spazio aereo nell’Iran orientale è stato riaperto ai voli internazionali. Gli altri aeroporti saranno riaperti gradualmente, in base alla prontezza tecnica e operativa dei settori militari e non militari” .
Ad ogni modo la situazione resta altamente instabile, con i nodi legati ai porti iraniani ancora irrisolti. Se quello che gli Stati Uniti dicono corrisponde al vero, solo il raggiungimento di un’intesa potrà stabilizzare la situazione. Bisogna attendere.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
