lunedì 25 Maggio 2026
Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. ANSA_Fabio Cimaglia

La destra si spacca sulla cittadinanza: Salvini spinge sulla revoca, FdI e FI frenano

Il leader leghista va all'attacco e trova una sponda in Futuro Nazionale: «Lo sosteniamo». Ma gli uomini di Vannacci hanno il vantaggio di non essere al governo. Occhiuto: «Così non si rafforza la coalizione»

Da Giustino Marai
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La tragedia di Modena riapre le tensioni nel centrodestra su immigrazione, cittadinanza e sicurezza. Matteo Salvini ha scelto di trasformare il caso in una battaglia politica rilanciando la proposta di revocare cittadinanza e permesso di soggiorno a chi commette reati gravi. Una linea che trova il favore di Vannacci e di Futuro Nazionale, ma non quello degli alleati di governo.

Salvini rilancia

Il leader della Lega ha dato mandato ai giuristi del partito di rafforzare le proposte sulla sicurezza già depositate in Parlamento. «La cittadinanza non può essere a vita», ha detto Salvini, sostenendo che ritirarla a chi si macchia di reati gravi sia «legittima difesa».
A poche ore dai fatti di Modena, il leader del Carroccio era già andato all’assalto: «L’integrazione per molte seconde generazioni è un fallimento, tra baby gang, maranza e criminali come questo che non hanno alcuna giustificazione». E ancora: «Non si trovino giustificazioni come problemi psichiatrici o il fatto che non trovasse lavoro. Se chi ha problemi personali si mette a falciare passanti innocenti diventa il caos».

Tajani e FdI frenano

A stoppare subito Salvini è stato il leader di Forza Italia Antonio Tajani: «Chi è stato protagonista di quell’evento non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano» ha fatto presente il ministro degli Esteri. Linea sovrapponibile con quella del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo il quale i fatti di Modena non hanno nulla a che vedere con l’impegno del governo per rimpatriare gli stranieri che commettono reati.
La stessa presidente del Consiglio  ha scelto un approccio diverso. Recatasi a Modena con Sergio Mattarella per incontrare i feriti, Giorgia Meloni ha mantenuto un profilo istituzionale, preferendo concentrarsi sulla riconoscenza verso chi è intervenuto per fermare El Koudri: non solo Luca Signorelli, ma anche due cittadini egiziani e due pakistani.
Intanto i suoi fedelissimi gettano acqua sul fuoco: «Rimpatrio per chi delinque?» ha detto Giovanni Donzelli, «Lo facciamo già».

La pressione di Vannacci

Come la Lega, anche Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ha approfittato dei fatti di Modena per rilanciare la battaglia sulla remigrazione. «Salvini pensa di togliere cittadinanza e permesso di soggiorno a chi si macchia di reati gravi? Lo sosteniamo», ha detto Rossano Sasso, ex leghista oggi vicino al generale. «Togliere la cittadinanza a chi delinque è un pezzo della remigrazione».
Ma la sponda di Futuro Nazionale è precisamente uno dei grattacapi che più ossessiona Salvini: le logiche elettorali gli impongono di distinguersi dagli alleati per non essere fagocitato da FdI, ma il suo spostamento a destra è ostruito dagli uomini del generale, che possono permettersi proposte e toni più risoluti non essendo vincolati agli equilibri dell’esecutivo e anzi ponendosi come alternativi all’attuale destra di governo.

La spaccatura

Le spaccature interne alla maggioranza erano emerse chiaramente già un mese fa durante il summit sulla remigrazione di Milano, al quale Salvini partecipò accanto ai leader dell’ultradestra europea. Fratelli d’Italia e Forza Italia scelsero invece di tenersene alla larga, e alcuni consiglieri azzurri di Palazzo Marino condannarono senza mezzi termini i propri colleghi leghisti, partecipando alla contromanifestazione assieme alle forze di opposizione.
Anche stavolta, è da Forza Italia che arriva il monito più esplicito, tramite il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto: «La tentazione alla quale il centrodestra non deve cedere, nemmeno la parte più a destra, è di fare un passo indietro per “coprirsi a destra”, per timore di Vannacci. Così non si rafforza la coalizione».

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