Pedro Sánchez si prepara a comparire davanti al Congresso spagnolo in uno dei momenti più difficili della sua esperienza da primo ministro. Alle recenti sconfitte elettorali del Partito socialista si somma infatti una serie di vicende giudiziarie che coinvolgono figure centrali del suo universo politico e familiare: dall’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero al fratello David Sánchez, fino alla moglie Begoña Gómez.
Il caso Zapatero
L’indagine che riguarda José Luis Rodríguez Zapatero è ovviamente quella di cui si parla di più. L’ex capo del governo è sospettato di riciclaggio, traffico di influenze, falso e associazione a delinquere nell’ambito di una presunta operazione legata agli aiuti pubblici concessi durante la pandemia alla compagnia aerea Plus Ultra. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno sequestrato gioielli e orologi di grande valore, mentre il 17 giugno Zapatero sarà interrogato dai magistrati.
Secondo una riflessione proposta da Marco Antonellis su l’Espresso, a preoccupare il governo spagnolo ma anche le altre cancellerie europee, più che l’inchiesta in sé sarebbe il coinvolgimento nell’indagine del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS). Una circostanza che molti osservatori interpretano come un chiaro segnale politico rivolto a Sánchez, uno dei leader europei che negli ultimi mesi hanno assunto posizioni più critiche verso Donald Trump e la politica americana in Medio Oriente.
Il fratello alla sbarra
Mentre il caso Zapatero entra nel vivo, è già iniziato il processo contro David Sánchez, fratello minore del premier. Musicista professionista, è accusato di abuso d’ufficio e traffico di influenze per un incarico ottenuto nel 2017 presso l’amministrazione socialista dell’Estremadura. Secondo l’accusa, il ruolo sarebbe stato costruito su misura e assegnato attraverso una selezione irregolare. Insieme a lui sono imputate altre dieci persone, tra cui l’ex leader socialista regionale Miguel Ángel Gallardo.
A promuovere il procedimento è stata Manos Limpias, organizzazione vicina all’estrema destra che negli anni ha avviato numerose iniziative giudiziarie contro esponenti della sinistra spagnola.
La posizione della moglie
Un’altra indagine riguarda la moglie del premier, Begoña Gómez, che il 9 giugno comparirà in udienza preliminare. Le accuse sono quelle di traffico di influenze e corruzione negli affari in relazione ai rapporti con l’imprenditore Juan Carlos Barrabés, beneficiario di finanziamenti pubblici sostenuti anche da una lettera di raccomandazione firmata dalla stessa Gómez.
Una parte delle contestazioni è già stata ridimensionata dal tribunale provinciale di Madrid, che ha definito alcune accuse “non plausibili” o basate su elementi insufficienti. Resta però aperta la verifica giudiziaria che dovrà stabilire se esistano i presupposti per un processo.
Le altre inchieste sul Psoe
Negli ultimi anni diverse inchieste hanno colpito altri esponenti di primo piano del Partito socialista.
L’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos e il suo ex collaboratore Koldo García sono a processo per presunte tangenti e appalti irregolari legati all’emergenza Covid. Dalla stessa vicenda sono emersi sospetti anche nei confronti di Santos Cerdán, già numero tre del Psoe.
Molte delle accuse restano da verificare e in alcuni casi si trovano ancora in una fase preliminare, ma hanno già contribuito a indebolire il governo e a muovere significativamente l’elettorato.
La posta in gioco
Intanto, la Spagna è una delle economie più dinamiche d’Europa, con tassi di crescita superiori a quelli delle principali economie dell’Eurozona grazie agli investimenti, all’innovazione e all’aumento della popolazione attiva, favorito anche dalle regolarizzazioni degli immigrati.
Per questo diversi osservatori leggono l’offensiva giudiziaria e mediatica contro il governo spagnolo in una chiave politica più ampia: il coinvolgimento di agenzie statunitensi nell’inchiesta su Zapatero, i pesanti endorsement all’estrema destra di Vox e il posizionamento di alcuni grandi gruppi editoriali vengono interpretati come parte di una battaglia che punta a logorare Sánchez e a favorire l’ascesa di partiti pronti a smontare lo Stato sociale, minare definitivamente il progetto europeo e realizzare, sulla pelle degli spagnoli, il sogno degli oligarchi e dell’amministrazione americana.
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