mercoledì 10 Giugno 2026

Urne aperte per i ballottaggi nei Comuni: alle 12 l’affluenza è al 13,5%

Al voto 41 Comuni e sei capoluoghi di provincia. I due schieramenti si contendono l'elettorato di centro e i voti dei candidati esclusi al primo turno per spostare gli equilibri

Da Redazione
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Alle 12 l’affluenza è al 13,5%. Si registra così un un calo di quasi 2 punti rispetto al 15,52% del primo turno. Moderati, centristi, vannacciani e indecisi. Sono questi gli elettori su cui oggi il centrodestra e il centrosinistra puntano gli occhi. Alle 7 del mattino le urne di 41 città italiane si sono riaperte per i ballottaggi delle elezioni comunali nelle città in cui il 24 e 25 maggio nessun candidato ha ottenuto le percentuali necessarie per essere eletto. In Sardegna, invece, si vota al primo turno delle amministrative.

Osservati speciali i sei capoluoghi di provincia che tornano alle urne per decidere il sindaco e la Giunta comunale. Per la maggioranza di governo e l’opposizione la sfida per l’egemonia del territorio italiano è ancora aperta. Il primo turno si è concluso con un netto vantaggio per il campo progressista, che ha conquistato 7 capoluoghi contro i tre del centrodestra.

Al secondo turno la questione è più complessa. A Lecco, Arezzo e Macerata parte in vantaggio il centrodestra, mentre a Chieti, Trani e Agrigento sembra che il campo largo abbia maggiori possibilità di vittoria. I sondaggi, però, potrebbero non essere affidabili. In questa tornata elettorale a contare saranno soprattutto i voti dei moderati e di coloro che al primo turno avevano espresso la loro preferenza per un candidato che poi non è finito al ballottaggio. Un caso particolare si gioca a Vigevano, dove la vittoria potrebbe essere decretata dai voti dei vannacciani. Il 24 e 25 maggio, il candidato sostenuto da Futuro Nazionale ha ottenuto più del 14%, attirando particolarmente l’attenzione e confermando il peso del neo partito dell’ex parà della Folgore.

Il voto a Lecco e Arezzo

A Lecco si teme il ribaltone. Alle scorse elezioni il sindaco Mauro Gattinoni era giunto al ballottaggio in forte svantaggio, salvo vincere la sfida per soli 31 voti di scarto. Oggi, il sindaco uscente sembra ancora una volta destinato a perdere contro il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, favorito dai sondaggi. Il candidato del campo progressista può contare però sul sostegno di Christina Perego, coordinatrice provinciale del M5S che non era in corsa al primo turno. Boscagli è forte invece dell’endorsement di alcuni esponenti della società civile. Lo scontro sarà alle urne, dove Gattinoni parte da un 42,5% e Boscagli dal 48,6% dei consensi.

Ad Arezzo saranno i voti di Azione a cambiare gli equilibri. La città è guidata da 10 anni da un sindaco di centrodestra, Alessandro Ghinelli, e oggi a rappresentarne l’eredità è candidato Marcello Comanducci, sostenuto dal centrodestra intero e da una lista civica. Al primo turno ha ottenuto il 43,81% dei voti contro il 32,36% raccolto da Vincenzo Ceccarelli, sostenuto da Pd, M5S, Casa Riformista, Avs e dalla sua lista. La vittoria potrebbe essere decretata dai voti di Marco Donati, esponente di Azione che non è riuscito a raggiungere il ballottaggio.

I ballottaggi ad Agrigento, Chieti e Trani

Ad Agrigento, il candidato del centrosinistra, Michele Sodano, ha sfiorato la vittoria al primo turno fermandosi al 39,1% dei consensi. Il 7 e 8 giugno sfida alle urne Dino Alonge, sostenuto da FI, FdI e Udc. Nella città siciliana il centrodestra si è spaccato, con la Lega e Dc che hanno sostenuto Luigi Gentile. Oggi, questi voti potrebbero decidere il risultato.

A Chieti la sfida è tra Giovanni Legnini appoggiato dal centrosinistra e Cristiano Sicari sostenuto dall’intero centrodestra tranne la Lega. Al ballottaggio, però, la maggioranza si è compattata e a favore di Sicari si sono espressi i due candidati sconfitti sostenuti dal Carroccio e dall’Udc. A Macerata il centrodestra parte in netto vantaggio, visto che Sandro Porcaroli ha ottenuto al primo turno il 49,96%, sfiorando l’elezione. Partita dura per lo sfidante Gianluca Tittarelli, sostenuto dal campo progressista.

L’ultimo capoluogo di provincia al ballottaggio è Trani, dove Marco Galiani, sostenuto dal Pd ma non dal M5S, sfida Angelo Guarriello del centrodestra. I pentastellati ufficialmente non appoggiano il candidato del centrosinistra neanche al ballottaggio.

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