Giuseppe Conte smentisce che Elly Schlein lo abbia rimproverato per le parole pronunciate a Napoli contro il riarmo e la retorica della minaccia russa. Il leader del M5S assicura che non c’è stata alcuna lite con la segretaria dem e rilancia la sua linea: per costruire un’alternativa a Giorgia Meloni, sostiene, bisogna dire no all’economia di guerra.
La smentita del M5S
Il caso nasce dalle ricostruzioni secondo cui, dopo la piazza delle opposizioni a Napoli, Schlein avrebbe criticato Conte per il suo intervento. Dal Movimento arriva una smentita netta: «Leggiamo con stupore le ricostruzioni pubblicate oggi dal Corriere della Sera secondo cui, dopo la piazza, sarebbe avvenuto un confronto durante il quale Schlein “ne ha dette quattro” a Conte rispetto alle sue parole dal palco», riportano fonti pentastellate. «Dopo l’evento congiunto i leader di M5S, Pd e Avs si sono confrontati, ma l’intervento di Conte non è mai stato oggetto di discussione né di critica».
La frase sulla minaccia russa
A Napoli Conte aveva ribadito la linea anti-riarmo del Movimento: «Stanno creando una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti». Parole che hanno irritato l’area più atlantista del Pd e i centristi, da Graziano Delrio a Piero Fassino, fino ai renziani.
Ma Conte non intende correggere il tiro. Il M5S denuncia «speculazioni e ricostruzioni» che, a suo giudizio, servono solo «a dividere il fronte politico che lavora per un progetto che volti pagina rispetto al malgoverno Meloni».
«Il riarmo fa gola a varie lobby»
Per Conte, il progetto alternativo all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni deve necessariamente partire «dalla revisione delle politiche di riarmo sostenute dal governo». Ai suoi, l’ex premier ribadisce: «Siamo sotto attacco perché siamo contrari a questo folle riarmo, ma su questa battaglia non ci tireremo mai indietro».
Allo stesso tempo, Conte rivendica che il Movimento ha sempre condannato l’aggressione russa all’Ucraina. La critica, spiega, riguarda altro: «La retorica di un’imminente invasione dell’Europa da parte della Russia, funzionale a un piano di riarmo che fa gola a vari settori e lobby».
«Risorse a sanità e istruzione»
«Come possiamo essere alternativi a Meloni e al suo governo se non ci battiamo per contrastare questa economia di guerra, e per destinare queste ingenti risorse, anziché alle spese militari, alla sanità, all’istruzione, a giovani e donne, e al rilancio delle piccole medie imprese?» chiede Conte.
Il leader M5S ricorda anche che nella mozione unitaria delle opposizioni era stato inserito «un impegno a riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato sulle spese militari».
Il rifiuto del paragone con Vannacci e Salvini
Conte respinge anche gli accostamenti a Roberto Vannacci e Matteo Salvini: «Come possiamo essere paragonati a loro che non hanno speso parole contro il genocidio di Netanyahu e contro gli attacchi illegali di Putin, da cui risultano affascinati?».
Il Movimento prepara ora nuove iniziative. Alla Camera sarà presentato uno studio sui costi economici per l’Italia dell’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Ue. E sabato, a Ostia, il M5S terrà una manifestazione contro il riarmo dal titolo «La guerra la paghi tu».
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