Dopo la vittoria a Venezia il centrodestra prova a cambiare strategia nelle grandi città. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega guardano già alle Comunali del 2027 e l’idea che prende quota è quella di aprire un dialogo con il leader di Azione Carlo Calenda, soprattutto a Roma e Milano. Dentro la maggioranza il ragionamento è semplice: per battere il centrosinistra serve allargare la coalizione e cercare voti anche nell’area moderata. “Ce la giochiamo”, ripetono in FdI parlando della prossima sfida nella Capitale.
La corsa per il Campidoglio
A Roma il centrodestra vuole evitare gli errori del passato. Niente candidature improvvisate e nessun altro caso Michetti. In una riunione nella sede di via della Scrofa, Fratelli d’Italia ha iniziato a discutere dei prossimi passi per il Campidoglio. Presenti parlamentari, consiglieri regionali e dirigenti romani del partito.
Tra i nomi in campo resta quello del vicepresidente della Camera Fdi Fabio Rampelli. Si parla anche della vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e del deputato Luciano Ciocchetti. Arianna Meloni, capo della segreteria politica di FdI, ha invece escluso una sua discesa in campo: «No ragazzi, una Meloni si è già candidata a Roma…». Dentro il partito cresce però la convinzione che serva un candidato capace di parlare anche fuori dal perimetro tradizionale della destra. Per questo il nome del leader di Azione non viene più considerato incompatibile.
L’apertura a Calenda
Il dialogo con Carlo Calenda viene visto come una possibilità concreta, soprattutto in vista dei ballottaggi. “Per vincere bisogna allargare il perimetro”, è il ragionamento che circola nel centrodestra.
Anche il leader di Azione ha lasciato aperta una porta. Parlando delle Comunali di Roma ha spiegato: «Noi non candideremo nessuno, ma voglio vedere chi esprimerà il centrodestra». Poi, in un’intervista a RomaToday, ha aggiunto: «Se tirano fuori una figura competente, ci parlerei». Subito dopo l’affondo contro la classe dirigente romana della destra: «Dovrebbero fare piazza pulita della loro classe dirigente». Parole che a destra vengono interpretate come un segnale politico. Non un accordo già scritto, ma la disponibilità a discutere su nomi e programmi.
Milano, Torino e il nodo Vannacci
L’asse con Azione viene osservato anche a Milano, dove il centrodestra cerca ancora il candidato per sfidare il sindaco Giuseppe Sala. La Lega spinge per esprimere il nome, Ignazio La Russa guarda a Maurizio Lupi, mentre Forza Italia preferirebbe un profilo civico.
Più complicata la situazione a Torino. Fratelli d’Italia valuta la candidatura del vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, ma il suo profilo piace poco all’area centrista. Nelle riunioni del partito emerge poi un’altra preoccupazione: una possibile candidatura di Roberto Vannacci a Roma. L’ex generale, dopo il risultato ottenuto a Vigevano, viene considerato una variabile capace di sparigliare gli equilibri del centrodestra. Prima delle scelte definitive resta il nodo della legge elettorale e della data del voto. Ma una cosa appare chiara: nelle grandi città il centrodestra vuole cambiare schema. E oggi il nome di Carlo Calenda non viene più visto come un tabù.
Leggi anche: “Peggio degli ebrei non so cosa”: le chat antisemite di Fdi
Seguite La Sintesi sui nostri social!
