domenica 30 Agosto 2026
Giuseppe Conte

Conte: “La Commissione Covid gioca sporco. Meloni vede in me il pericolo numero uno”

Il presidente del M5S respinge ogni accusa e ricorda che i parlamentari si concentrano su questioni già archiviate dalla magistratura: “Non mi sono mai occupato di contratti, era impensabile con un’Italia in ginocchio”

Di Redazione
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Dietro l’interesse della per i presunti illeciti compiuti da Giuseppe Conte nel 2020 vi sarebbe la di Palazzo Chigi e quindi di Giorgia . Lo afferma il presidente del M5S in un’intervista a Repubblica, in cui sottolinea la coincidenza di queste critiche con la in vista delle elezioni del 2027. Secondo il leader pentastellato, la Presidente del Consiglio avrebbe affidato ai suoi colleghi di partito presenti in commissione il compito di screditarlo, anche grazie al sostegno dei giornali di Antonio Angelucci.

Conte: “Palazzo Chigi vede in me un pericolo”

“Evidentemente hanno individuato in me e nel M5S il pericolo numero 1”, risponde a tono Conte, sostenendo che questi attacchi sarebbero superflui in quanto successivi a indagini che si sono concluse con la conferma della sua totale estraneità da queste accuse. Il presidente pentastellato ribadisce di non aver mai gestito i per l’acquisto delle mascherine o con imprese e professionisti coinvolti in questa compravendita. L’accusa mossa in Commissione, infatti, è quella di presunti contratti milionari per dispositivi cinesi non idonei.

Conte: “Voglio essere audito in Commissione Covid”

Il leader del M5S conferma anche di aver sempre dato la sua disponibilità ad essere audito in Commissione, ma che per ora nessuno si sarebbe preso l’impegno di organizzare questa audizione. “Attendo di sapere la data, perché è in corso un gioco sporco che non posso più permettere”, ha aggiunto con convinzione, prima di chiarire ancora una volta la sua posizione.

Conte ha sottolineato come i mesi della siano stati caotici e complessi, per cui è impossibile credere che un Presidente del Consiglio potesse occuparsi di questo tipo di contratti. E su Luca Di Donna? L’avvocato, secondo un testimone, avrebbe ottenuto una consulenza pagata 454mila euro, ma l’ex Presidente del Consiglio chiarisce: “Da anni è stato indagato dalla procura di e sono stati passati al setaccio tutti i suoi rapporti professionali, senza neppure un rinvio a giudizio”.

Conte: “Siamo sicuri che nessuno in FdI abbia raccomandato imprese?”

Anche in questo caso, i parlamentari della Commissione Covid continuano a concentrarsi su questioni già chiuse dai magistrati. “FdI continua ad alimentare questo fango diffamatorio”, ha ricordato Conte, aggiungendo di non aver mai costituito una società con Di Donna, né di aver avuto rapporti personali con lui.

L’ex premier, però, ha voluto attirare l’attenzione su un altro dossier. “Siamo sicuri che nessun esponente di vertice di FdI si sia preoccupato di suggerire o raccomandare imprese o professionisti?”, si chiede, sostenendo di sperare che anche questo aspetto possa essere affrontato in Commissione, la stessa che non ha il per occuparsi dell’operato delle singole Regioni in periodo Covid. Incalzato da Repubblica, Conte chiarisce che il suo riferimento è anche, ma non solo, all’ Jc-Electronic, il cui amministratore è molto vicino agli ambienti di FdI. “ viene portato come una madonnina in tutte le feste di Atreju”, ha ricordato il presidente pentastellato.

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