Guido Crosetto sta tornando in Italia, a bordo di un velivolo militare. La famiglia, così come gli altri connazionali, sono rimasti a Dubai. Il Ministro della Difesa ha però garantito di essersi prima assicurato che non vi siano rischi rilevanti, se non quelli legati a una “nefasta casualità”. Giustificazioni che non sono bastate, soprattutto ai familiari di coloro che si trovano ancora negli Emirati.
“Mio fratello è bloccato con studenti che stanno vivendo un incubo, minorenni – scrive un’ utente – abbiamo un Ministro della Difesa che ora prontamente è stato riportato in Italia con volo militare. Il resto degli italiani non contano niente?”. Non è l’unica, si susseguono infatti una serie di commenti del medesimo avviso, molti dei quali reclamano le dimissioni.

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Crosetto invece definisce la sua una decisione maturata a fronte dell’escalation che vede coinvolta tutta la regione e che, a causa della chiusura dello spazio aereo fino al 7 marzo, gli avrebbe impedito di rientrare ed esercitare le sue funzioni.
Ha pagato il viaggio, come egli stesso ha sottolineato, con un bonifico al Comando del 31esimo Stormo di Ciampino – importo triplo rispetto alla tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato. Così da evitare ulteriori polemiche, le più aspre imperversate nelle ultime ore, una volta appresa la notizia che si trovava negli Emirati Arabi Uniti nel momento dell’attacco all’Iran e che non era stato avvisato dagli omonimi statunitense e israeliano.
Giallo sull’attacco congiunto: in Italia nessuno sapeva
Crolla il binomio Meloni-Trump, o forse non è mai esistito. Mentre il Ministro degli Esteri tedesco Wadephul è stato avvisato in anticipo dell’attacco – informazione confermata dal portavoce del cancelliere Friedrich Merz –, nessuno in Italia era a conoscenza delle intenzioni degli Stati Uniti. Peraltro, Antonio Tajani stesso non sapeva che Guido Crosetto avesse raggiunto la famiglia a Dubai. Un cortocircuito istituzionale non da poco.
E infatti quanto accaduto ha innescato inevitabilmente forti reazioni da parte dell’opposizione. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha espresso la sua preoccupazione per i 200 studenti italiani bloccati negli Emirati, ma anche per i 300 militari costretti nei bunker in Kuwait, per il momento – fortunatamente – illesi. Persino Vannacci si è dissociato dalla vicenda, sottolineandone la gravità.
A cura di Maria Vittoria Ciocci
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