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sabato 18 Aprile, 2026
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Delmastro e Caroccia

Delmastro, FdI pronta a scaricarlo. Gli atti anche all’Anac

Il sottosegretario alla Giustizia non avrebbe dichiarato le proprie quote nella società con Miriam Caroccia

Da Sergio Di Laccio
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Nonostante la difesa d’ufficio di Meloni, non è affatto detto che Andrea Delmastro Delle Vedove resterà “al suo posto”. Se fino alla chiusura delle urne la parola d’ordine tra le fila di FdI e del governo è minimizzare, già da martedì le cose potrebbero prendere una piega differente.
Con l’apertura di una nuova indagine della Procura di Roma su Mauro Caroccia e sua figlia Miriam, ex socia di Delmastro, per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, la posizione del Sottosegretario alla Giustizia si è fatta ancor più scivolosa.

La versione che non regge

Andrea Delmastro conosceva personalmente Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese e padre di Miriam, la ragazza diciottenne con cui il sottosegretario e altri tre importanti esponenti della sezione piemontese di FdI si sono messi in società. Prima di uscire definitivamente da Le 5 Forchette Srl il 6 marzo 2026, ha ceduto le proprie quote a un’altra società il cui capitale era interamente posseduto dallo stesso Delmastro. E ha continuato a frequentare il locale, con i vertici del Ministero (una foto lo ritrae anche con Giusi Bartolozzi) e della polizia penitenziaria.

Pronti a scaricarlo

La stessa Giorgia Meloni, dopo aver detto che l’unico errore di Delmastro è essere stato “leggero” e aver alluso a “una manina” che avrebbe fatto scoppiare il caso poco prima del referendum, ha dichiarato venerdì che “se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi, la magistratura farà il suo corso”.
Se a Delmastro non fosse contestato nulla, o anche un reato tenue come il falso in atto pubblico, allora non sarebbe troppo complicato continuare a fare quadrato attorno a lui. Ma il timore di Meloni e dei suoi compagni di partito è che per Delmastro possa essere formulata la stessa accusa per la quale Mauro Caroccia è già stato condannato, e per la quale è nuovamente indagato assieme a sua figlia: riciclaggio. E in quel caso sarebbero pronti a scaricarlo.

Il possibile intervento dell’Anac

Oltre al versante penale, si apre anche un fronte amministrativo. Delmastro non avrebbe dichiarato le quote nella “Le 5 Forchette Srl” né alla Camera né al ministero della Giustizia, come invece previsto dalla legge.
La vicenda potrebbe presto finire all’attenzione dell’Autorità anticorruzione, che ha il compito di vigilare sugli obblighi patrimoniali dei membri del governo. In caso di violazioni, sono previste sanzioni fino a 10mila euro.
Non ci sono dubbi che Delmastro possa permettersi di pagare l’eventuale sanzione. Il vero dubbio è se il paese possa permettersi un sottosegretario alla giustizia che, a prescindere da eventuali incriminazioni, è stato colto a omettere e mentire.

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