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lunedì 27 Aprile, 2026
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Bulgaria, exit poll: Radev vince le elezioni con 38% voti

In Bulgaria l’euroscettico Radev verso la vittoria: “Riaprirò il dialogo con la Russia”

Il leader di "Bulgaria progressista" ed ex presidente del Paese è favorito con il 38,9% dei consensi. La sua vittoria preoccupa l'Ue a causa delle implicazioni di un riavvicinamento di Sofia a Mosca

Da Laura Laurenzi
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I sondaggi delle ultime settimane hanno previsto l’esito delle elezioni in Bulgaria. I primi exit poll confermano la vittoria di Rumen Radev, leader del giovane partito “Bulgaria Progressista”, con il 38,9% dei consensi. Ex presidente del Paese, si è dimesso a gennaio dal suo ruolo proprio per correre come premier e dare una svolta alla politica del suo Paese.

Al centro della campagna elettorale ha posto la lotta alla corruzione, la stabilizzazione dell’esecutivo e una politica apertamente filo-putiniana. La Bulgaria è tornata alle urne otto volte in soli cinque anni, a causa della fragilità delle coalizioni e della sfiducia della popolazione. “Valuteremo diverse opzioni affinché la Bulgaria abbia un governo regolare e stabile”, ha dichiarato l’ex presidente della Repubblica dopo i risultati degli exit poll, aggiungendo che l’obiettivo resta quello di evitare che il Paese debba affrontare nuove elezioni: “Sarebbe disastroso, significherebbe passare da una crisi all’altra, e dobbiamo impegnarci seriamente per uscirne”.

Radev e il riavvicinamento alla Russia

La vittoria di Radev crea qualche perplessità in Europa. Il leader bulgaro ha infatti già annunciato la sua volontà di riavvicinare il Paese alla Russia. “Dobbiamo porre l’economia sopra l’ideologia”, ha spiegato, chiarendo di voler riaprire i dialoghi con Mosca.

“Siamo l’unico Stato membro dell’Unione Europea ad essere al contempo slavo e ortodosso orientale”, ha più volte dichiarato, sostenendo che la Bulgaria può fungere da “anello nelle relazioni tra Europa e Russia. Un messaggio accolto con un certo scetticismo da Bruxelles. Dopo la sconfitta di Orban in Ungheria, l’Ue potrebbe dover far presto i conti con un nuovo conservatore vicino a Vladimir Putin.

La formazione del governo in Bulgaria

Anche il quadro politico interno resta complesso. Al secondo posto per consensi si attesta il partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borissov, crollato a circa il 16%, seguito poi dalla coalizione liberale Pp-Db ferma al 14%. Radev ha già chiarito di non avere intenzione di allearsi con Gerb di Borisov, né con il Dps. L’ipotesi più probabile è quella di un governo formato con PpDb o addirittura con Rinascita, che secondo gli exit poll è fermo al 5%.

Secondo una proiezione dell’agenzia di stampa bulgara “Focus” basata sulla media dei sondaggi di Trend, Alpha Research, Myara e Market Links aggiornati un’ora prima della chiusura delle urne, si profila un Parlamento composto da sei partiti. La formazione Bulgaria progressista otterrebbe 109 seggi nella nuova legislatura, seguono la coalizione Gerb-Sds, con 43 seggi e Pp-Bd con 38. Completano il quadro Dps-Nn con 23 seggi, Rinascita con 14 e il Partito socialista bulgaro-Sinistra unita con 13.

Leggi anche: Bulgaria alle urne: le ottave elezioni in cinque anni

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