mercoledì 10 Giugno 2026
Marina Berlusconi e Roberto Vannacci

Marina Berlusconi non teme Vannacci, ma il centrodestra sì

Futuro Nazionale di Vannacci registra una crescita lampo nei sondaggi e negli iscritti e accoglie i primi fuoriusciti da FI. Arcore frena gli allarmismi e il centrodestra si interroga sul futuro della coalizione

Da Laura Laurenzi
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Marina Berlusconi non osserva con preoccupazione la scelta di due parlamentari di Forza Italia, Attilio Pierro e Davide Bergamini, di lasciare il partito per entrare in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Nella tarda serata di ieri, quando la conferenza stampa di FN ad Arezzo si era già conclusa, la primogenita del fondatore di FI ha lasciato trapelare da fonti vicine ad Arcore la sua totale tranquillità in riferimento all’avanzata nel parterre politico dell’ex parà della Folgore. Il messaggio rende noto lo scontento per la gestione del partito dei precedenti capigruppo, che avrebbero lasciato entrare figure non del tutto allineate al programma forzista. I due deputati fuoriusciti, infatti, erano in FI solo dallo scorso gennaio.

Il terremoto Vannacci scuote il centrodestra

Eppure, il solo bisogno di accennare al travaso di parlamentari conferma l’attenzione che la maggioranza continua a riservare all’iniziativa politica dell’ex generale. FN, nato solo lo scorso febbraio, già si aggira intorno al 4% nei sondaggi e continua a macinare iscritti: solo nella giornata di ieri ne ha ottenuti 4mila raggiungendo quota 94mila. Oltre ai due forzisti, il 6 giugno Vannacci ha accolto nel partito gli ex leghisti Gianangelo Bof e Domenico Furgiuele, raggiungendo quota otto deputati tra i suoi ranghi.

Di fronte a questi numeri il centrodestra ha dato inizio alle valutazioni: il partito dell’ex generale va annesso nella coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche? La maggioranza è ben consapevole che – sia con l’approvazione della nuova legge elettorale che con quella vigente – la differenza alle urne la faranno i moderati, i centristi e i piccoli partiti. Tra questi, ormai, è necessario annoverare anche Futuro Nazionale.

Meloni al bivio: scegliere FN o FI?

Un partito che ha fatto della remigrazione, della lotta alla cultura woke e della contrarietà ai sostegni all’Ucraina le sue bandiere. Una serie di posizioni che però non coincidono con quelle del programma della coalizione di centrodestra. Sembra chiaro, quindi, che Forza Italia nella sua nuova veste ancora più liberal non potrà accettare una coalizione che contenga anche l’ex parà. Una posizione su cui anche Noi Moderati potrebbe spingere, come dimostra lo scetticismo già espresso su un possibile accordo di governo con FN.

FdI e Lega, invece, osservano con interesse un allargamento della coalizione. Arianna Meloni, sorella del premier e responsabile organizzazione di FdI, così come Galeazzo Bignami hanno già lasciato aperto uno spiraglio: se FN limerà i suoi contenuti allineandosi al programma del centrodestra potrà entrarne a far parte. Si spiega così anche l’assenza di attacchi da parte della Lega di Matteo Salvini, primo partito a credere nel futuro politico di Vannacci. Il Carroccio e il partito della Presidente del Consiglio, però, potrebbero trovarsi di fronte alla dura contrarietà di FI, guidata da Antonio Tajani o dalla stessa Marina Berlusconi.

Vannacci rischia di trasformarsi nel chiodo che apre la frattura della maggioranza, dimostrando che anche una coalizione che ha fatto della stabilità il suo baluardo possa crollare sotto il peso di un dissidente.

Leggi anche: Il fattore Vannacci spaventa la maggioranza. FN sale al 5% e strappa altri quattro parlamentari

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