Sono oltre 7,5 milioni i passeggeri coinvolti nelle cancellazioni dei voli dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Tra il 28 febbraio e il 10 marzo sono stati cancellati oltre 43mila voli, circa il 55% dei viaggi programmati nella regione.
La chiusura dei principali hub del Golfo (Doha, Dubai e Abu Dhabi) ha paralizzato una delle aree più importanti per i collegamenti tra Europa e Asia-Oceania. Il danno stimato per le compagnie aeree supererebbe già 1,6 miliardi di dollari.
Nelle ultime ore alcuni collegamenti hanno iniziato a riprendere, ma l’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha esteso fino al 18 marzo il veto su diversi spazi aerei della regione.
L’impatto sulle compagnie aeree
Le compagnie più colpite sono Emirates, Qatar Airways, Etihad Airways, flydubai e Air Arabia. Solo questi vettori hanno cancellato almeno 16.500 voli, coinvolgendo direttamente circa 3,7 milioni di passeggeri. Secondo le stime, le perdite maggiori riguardano Emirates con circa 640 milioni di dollari e Qatar Airways con 605 milioni. Seguono Etihad con circa 206 milioni e flydubai e Air Arabia con circa 110 milioni complessivi. I costi non riguardano solo i biglietti non utilizzati, ma anche assistenza ai passeggeri, sistemazioni negli hotel e mancati ricavi del trasporto cargo.
L’impatto è piuttosto pesante, ma sostenibile per compagnie con parecchia liquidità e che fanno affidamento su fondi sovrani con capitalizzazioni per centinaia di miliardi di dollari.
…e quello sui viaggiatori
La crisi è destinata a colpire anche le tasche dei futuri viaggiatori.
Diverse compagnie aeree stanno aumentando i prezzi dei biglietti a causa del rincaro del carburante legato al conflitto in Medio Oriente. Il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa per il settore, fino a un quarto dei costi operativi. Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio ha oscillato molto, arrivando fino a 115 dollari al barile prima di scendere intorno ai 90.
Le compagnie che ancora non hanno provveduto, stanno valutando adeguamenti delle tariffe nelle prossime settimane.
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