Il Governo Meloni non ha le risorse per affrontare il caro carburanti generato dalla crisi nel Golfo. Nell’ultimo Consiglio dei ministri, dopo giorni di riflessioni, si è deciso di procedere con uno sconto di 17 centesimi al litro solo sul gasolio. Il ministero dell’Economia non ha previsto alcun taglio sul prezzo della benzina, perché le risorse non sono sufficienti e le casse dello Stato sono già in difficoltà. L’ottavo taglio delle accise in quattro mesi costerà 125 milioni di euro. In totale il Governo ha speso due miliardi di euro dall’inizio della crisi, senza riuscire a mettere in atto alcun intervento strutturale.
Il Governo Meloni non può contare sull’Ue
La strigliata è giunta anche dalla Commissione europea lo scorso giugno. Alla richiesta della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di allargare le maglie del Patto di stabilità per coprire le spese sul caro energia, Bruxelles ha risposto con la possibilità di utilizzare 14 miliardi di debito pubblico ma solo per interventi strutturali e investimenti sulle rinnovabili.
La bocciatura delle misure tampone sulle accise era arrivata anche dal Fondo Monetario Internazionale che aveva messo in guardia il Governo Meloni sull’inefficacia di queste misure. Avvertimenti che l’esecutivo ha voluto e dovuto ignorare. Dopo che il Governo ha deciso di non investire sulle rinnovabili, nonostante la crisi energetica del 2022 provocata dalla guerra russo-ucraina, l’Italia si è trovata del tutto impreparata ad affrontare questa nuova emergenza. Di conseguenza, gli interventi spot sono stati l’unica via sostenibile e percorribile.
Risorse sempre più esigue contro l’emergenza
Dopo quattro mesi di emergenza, però, la situazione rischia di peggiorare. Non è possibile prevedere quanto ancora proseguirà il conflitto tra Usa e Iran, né quanto a lungo rimarrà chiuso lo Stretto di Hormuz. Le risorse per sostenere i tagli dei costi sui carburanti sono però sempre più esigue. Lo sconto annunciato ieri è stato accompagnato da un decreto interministeriale tra Mef e Mase per utilizzare l’extragettito dell’Iva di giugno per attivare l’accisa mobile. I ministri si riuniranno il prossimo 4 agosto per decidere se prolungare il taglio, quando l’extragettito di luglio sarà disponibile e utilizzabile. Nel frattempo, però, i prezzi alla pompa continueranno ad aumentare.
Salvini vuole tassare banche e società energetiche
All’interno della stessa maggioranza sorgono le prime fratture. FI e Lega hanno bocciato l’ipotesi del Governo di aumentare le accise su tabacco e derivati per coprire le spese. Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha invece proposto pubblicamente di recuperare risorse tassando gli extraprofitti delle banche e delle società energetiche. Una proposta che in parte ricalca quella dell’opposizione che in questi mesi ha più volte chiesto al Governo misure concrete contro il caro carburanti.
Schlein: “Misura insufficiente, pensavo scherzassero”
Di fronte al taglio delle accise sul gasolio, invece, la risposta del centrosinistra è stata critica. “Pensavo scherzassero”, ha sostenuto la segretaria del Pd, Elly Schlein, definendo la risposta “insufficiente”. Duro anche il presidente del M5S, Giuseppe Conte, secondo cui “il messaggio del Governo per i cittadini è: arrangiatevi”. Il leader di Avs, Angelo Bonelli, continua a equiparare la Presidente del Consiglio allo sceriffo di Nottingham, sostenendo che ogni taglio delle accise è ormai finanziato dalle stesse spese dei cittadini per i rincari dei carburanti. Anche per l’Unione nazionale dei consumatori la misura è insufficiente e “non scontare la benzina è vergognoso”.
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