La tragedia di Modena diventa terreno di scontro dentro il centrodestra. Matteo Salvini sceglie di alzare il livello della battaglia politica sulla sicurezza e rilancia la proposta della Lega: togliere la cittadinanza italiana a chi commette reati gravi. Una linea che però trova il muro degli alleati, a partire dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il leader della Lega insiste sulla stretta contro gli stranieri che delinquono e sugli italiani di seconda generazione. Ha dato mandato ai giuristi del partito di rafforzare le proposte sulla sicurezza già depositate in Parlamento, tra cui la revoca del permesso di soggiorno con espulsione immediata per chi commette reati. Poi la scelta di portare il caso di Modena anche al Parlamento europeo, con una richiesta che la Lega presenterà alla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola insieme al gruppo dei Patrioti. A chiudere la giornata è stato lo stesso Salvini durante la scuola di formazione del partito. «La cittadinanza non può essere a vita», ha detto, sostenendo che ritirarla a chi si macchia di crimini gravi sia «legittima difesa». Per il ministro delle Infrastrutture si tratta di «un principio sacrosanto», già contenuto in «una nostra proposta di legge alla Camera».
Parole che però hanno acceso lo scontro nella maggioranza. Tajani ha stoppato subito l’iniziativa: «Chi è stato protagonista di quell’evento non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano». Sulla stessa linea il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che invita alla prudenza: «Dobbiamo stare attenti a non assumere decisioni sull’onda dell’emotività».
Dubbi anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Stiamo lavorando per agevolare i rimpatri degli stranieri che commettono reati, però è un’altra cosa rispetto ai fatti di Modena», ha precisato, spiegando di ritenere l’episodio più vicino al gesto di «un matto» che a un atto terroristico. Anche Fratelli d’Italia evita di seguire fino in fondo la linea leghista. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami aveva definito l’aggressore «un immigrato di seconda generazione», aggiungendo che «deve pagare per quello che ha fatto e lo deve fare a casa sua». Da FdI, però, hanno poi chiarito che non c’è alcuna apertura alle proposte più dure di Salvini.
Dal centrosinistra arrivano critiche pesanti. Angelo Bonelli di Avs accusa il leader della Lega di trasformare «una tragedia in un bancomat elettorale». Il presidente di Azione Carlo Calenda parla invece di una proposta «di buon senso» sui permessi di soggiorno, ma ricorda che «nel caso di specie si tratta di cittadino italiano». Per il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia resta «l’uso strumentale» della cronaca «per alimentare campagne permanenti di odio e divisione».
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