Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e un Angelo Bonelli in differita hanno promesso all’elettorato di voler costruire una coalizione che sia capace di rappresentare un’alternativa al governo Meloni. Prima la foto al tavolo dell’osteria Costanza di Roma, poi il battesimo sul palco della festa della Fiom, i quattro leader hanno confermato l’inizio dei lavori per costruire il campo progressista.
Eppure, a creare un po’ di scetticismo sono le tensioni interne nate sui possibili alleati da accogliere all’interno di questa nuova formazione. I leader di Pd, M5S e Avs sono consapevoli della necessità di aprire al centro e ai moderati per ottenere i consensi necessari a superare il centrodestra alle urne. I partiti tra cui scegliere sono numerosi, ma solo su uno c’è la maggiore indecisione: Italia Viva di Matteo Renzi.
La folla fischia Renzi
Il presidente pentastellato propende per altre opzioni, convinto che non sia possibile trovare un punto di incontro tra il M5S e Iv. Quando dal palco della Fiom i leader ricordano il fallimento del Jobs Act voluto da Renzi, dalla folla si innalzano cori di scherno e di contrarietà. “Chi sono io per contraddirli”, ha scherzato Conte, rendendo di nuovo palese il suo scetticismo su Iv.
Conte: “Serve una quarta gamba, ma non c’è solo Renzi”
Schlein preferisce il silenzio, ma la tensione è apparente. “C’è bisogno di una quarta gamba? Sì, perché sarebbe una follia pensare di andare a vincere restringendo”, ha sostenuto Conte, chiarendo però che sono valide opzioni anche quelle rappresentate da +Europa di Riccardo Magi e dal Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato. La segretaria del Pd, però, conta sul sostegno di Renzi.
Schlein non chiude a Italia Viva
“Quello che definirà l’alleanza progressista sarà ciò che vogliamo fare insieme”, ha spiegato la leader dem, ricordando che l’alleanza progressista si è già allargata – anche a Renzi – nelle Regioni e nei Comuni dove il centrosinistra ha trionfato. Un segno di una possibile convivenza pacifica, su cui però Conte ha voluto porre l’ultima parola: “Dobbiamo governare per 5 anni, senza qualcuno che ci fa cadere”.
Il nodo di Silvia Salis
Sul tavolo resta anche l’ipotesi avanzata dal democratico Dario Franceschini, che a Repubblica ha proposto la sindaca di Genova, Silvia Salis, come possibile federatrice per il centro. I tre leader preferiscono non commentare, con Fratoianni che ricorda che non è il suo compito quello di scegliere un leader per il centro e Schlein che preferisce ribadire la necessità di lavorare a ogni costo per costruire un’alleanza progressista. A chiudere l’incontro è la canzone “Bella Ciao”, intonata in coro dai tre leader presenti. Più uniti che mai.
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