Dall’ottobre 2022 all’aprile 2025 il governo Meloni ha speso circa 2,5 milioni di euro in viaggi e trasferte. Una cifra impressionante proveniente dai fondi pubblici che comprende mezzi di trasporto, hotel e pasti per ministri, sottosegretari e membri delle delegazioni di rappresentanza del nostro Paese. A confermarlo è un’indagine di Domani. Una spesa che sembra stonare con le difficoltà della popolazione italiana, costretta a fare i conti con il caro vita, il rincaro dei carburanti e del carrello della spesa, spesso dovendo rinunciare a piaceri come vacanze e piccoli viaggi.
Nel caso del governo, ovviamente, si tratta esclusivamente di viaggi di lavoro, che spesso però prendono una piega che non sembra adattarsi per niente alla spending review pubblicizzata da Giorgia Meloni. Il costo è stato calcolato sommando le richieste di rimborsi da parte dei membri del governo, che hanno diritto ad una copertura completa di queste spese. E se il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha deciso di rifiutare questa restituzione, c’è chi invece ha speso cifre ben superiori alla media.
La spesa maggiore è quella di Palazzo Chigi che in due anni e mezzo ha chiesto rimborsi pari a 1,3 milioni di euro. A novembre 2022, a un mese dall’insediamento, Meloni ha speso in un solo mese 200mila euro, di cui 116mila solamente in pasti. Una cifra impressionante se si pensa che Matteo Renzi in 9 mesi ne aveva spesi 285mila. Sempre il primo ministro e i suoi accompagnatori nel 2024 hanno speso 800mila euro.
Le spese e i rimborsi del governo Meloni
Non è da meno il ministero dell’Agricoltura, guidato da Francesco Lollobrigida, che a febbraio 2026 dichiara di aver speso 140mila euro, di cui 62mila nel solo 2024. Sul podio c’è anche il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che in questa prima parte di legislatura ha chiesto rimborsi per circa 100mila euro. Un costo quasi pari a quello della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, e del suo staff. Seguono il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con 75mila euro, e quello delle Imprese, Adolfo Urso, con 60 mila euro.
C’è però anche chi spende pochissimo all’interno del governo. Il più parsimonioso è il sottosegretario della Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che ha chiesto poche centinaia di euro di rimborso. Anche il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, si aggira intorno ai 50mila euro, mentre il titolare della Difesa, Guido Crosetto, ha chiesto 33mila euro per i suoi viaggi. A dimostrare che queste spese sono piuttosto arbitrarie è il caso del ministero degli Affari europei. L’ex ministro Raffaele Fitto aveva chiesto circa 50mila euro di rimborsi, mentre il suo successore, Tommaso Foti, per ora ha speso solo poche migliaia di euro.
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