Il vicepremier Matteo Salvini sogna il Viminale, ma questo lo sta distraendo dalle criticità che sarebbero di sua competenza. Quindi quelle riguardanti il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Proprio il 18 giugno la linea Alta velocità Roma-Napoli ha accumulato di nuovo oltre 90 minuti di ritardo, tanto che il pressing dell’opposizione – che da giorni lo vuole in Parlamento – si fa sempre più insistente. Ma i flop non riguardano solo i treni, ma anche il grande progetto del Ponte sullo Stretto e il Piano casa. Il primo oscurato dall’inchiesta per corruzione della Procura di Roma, il secondo fermo per mancanza di fondi.
I treni
Il 18 giugno, in attesa che i treni arrivassero, Matteo Salvini ha partecipato agli Stati generali dei Trasporti e della logistica di Confindustria. Qui, il responsabile dei Trasporti Leopoldo Destro gli ha ribadito che «nel mondo entro il 2040 serviranno 106 trilioni di dollari di investimenti» per lo sviluppo nel settore.
Una sottolineatura alla quale Salvini ha risposto: «Il Mit ha messo a terra 264 miliardi di euro». Fondi che tuttavia non risolvono la questione dei ritardi. Nel frattempo il ministro ha chiesto un’informativa sulle condizioni dei trasporti, che verrà discussa in occasione del colloquio con Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI).
Il Piano casa e il Ponte
Il segretario del Carroccio non è fortunato neppure sul Piano casa. Al Mit sono arrivate «oltre 63 mila richieste di ristrutturazione per la residenza pubblica», ma al contempo in commissione Ambiente e Lavori pubblici alla Camera sono stati ritirati gli emendamenti per poter riservare 1,2 miliardi di euro del Pnrr alla Cassa depositi e prestiti. Così, appunto, da «riqualificare il patrimonio abitativo». Su questo il “no” del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è irremovibile.
Per concludere, c’è il nodo dell’inchiesta per corruzione nell’ambito del progetto del Ponte sullo Stretto. Un fatto che ha scoraggiato gli esponenti di Forza Italia radicati nel territorio.
Il bilancio dell’esperienza di Salvini come ministro dei Trasporti, quindi, non è entusiasmante. Il segretario del Carroccio ha tentato di correre ai ripari annunciando nuovi progetti: dalla Gronda per Genova, alla costruzione di una quarta pista a Fiumicino. Ma ciò non toglie che, forse, la decisione di Meloni di affidargli un ruolo «non di primissimo piano» abbia mostrato tutte le sue crepe. Ed è per questo che Salvini vede nel Viminale una potenziale via di fuga.
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