La guerra tra Stati Uniti e Iran sembra non avere una fine. Ogni giorno porta nuove tensioni, nuove accuse, nuovi rischi. E ora torna a salire la pressione dopo l’ultimo messaggio del presidente americano Donald Trump, che ha lanciato un ultimatum netto a Teheran.
Il nodo resta lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il petrolio mondiale. Washington chiede la riapertura immediata della rotta marittima, mentre l’Iran continua a resistere. Uno scontro che pesa sui mercati, sulla sicurezza e sugli equilibri della regione.
Trump ha scelto i social per ribadire la sua linea dura. In un post pubblicato su Truth ha ricordato la scadenza fissata nei giorni scorsi: dieci giorni per un accordo o per riaprire lo stretto. Ora quel tempo sta per finire. “Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni? Il tempo sta per scadere: mancano 48 ore prima che si scateni l’inferno”, ha scritto il presidente, chiudendo il messaggio con un richiamo religioso: “Gloria a Dio”.
Parole che suonano come una minaccia diretta. Sul campo restano navi militari, caccia pronti al decollo e basi in allerta. Gli analisti parlano di una fase delicata, con il rischio di nuovi bombardamenti se non arriveranno segnali da Teheran.
Intanto la diplomazia resta ferma. Nessun tavolo aperto, nessun dialogo concreto. E la sensazione, sempre più diffusa, è che questa guerra possa andare avanti ancora a lungo.
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