L’emendamento sulle “misure per la sicurezza nelle piscine” è stato approvato il 23 luglio alla Camera insieme al dl sport. Lo sprint del Governo Meloni per rendere le piscine sicure è arrivato a seguito di una serie di tragedie che si sono verificate sul territorio italiano e che hanno provocato la morte o il grave ferimento di bambini e bambine. L’ultimo episodio è accaduto la scorsa settimana a Sestri Levante, dove una 12enne è deceduta dopo che i suoi capelli si sono incastrati nel bocchettone di una piscina.
L’emendamento presentato dalla Commissione Cultura prevede che le piscine i cui bocchettoni di aspirazione non rispettano gli standard di legge dovranno chiudere. Nello specifico, queste parti della piscina dovranno “impedire fenomeni vorticosi di aspirazione ad effetto ventosa” nei confronti di ogni parte del corpo dei bagnanti. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto una dotazione di 4.725.000 euro per l’anno 2026 per permettere ai proprietari di questi impianti di sostenere le spese per gli adeguamenti.
Soddisfatto il Governo Meloni
Il via libera è stato accolto dalla maggioranza con una certa soddisfazione. “Abbiamo cercato di accelerare il più possibile, mettendo insieme sia le norme legate al riciclo dell’acqua, i cosiddetti bocchettoni, sia tutte le altre iniziative per impedire l’accesso ai minori in acque non presidiate”, ha spiegato il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, mentre Salvini ha applaudito l’ok della Camera, ricordando che la norma interviene su un’emergenza, viste le morti di “troppi bimbi e troppe bimbe”.
Malavasi (Pd): “Testo frettoloso, presenta anomalie”
Il testo è stato approvato sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, ma il centrosinistra ha spiegato a più riprese le mancanze di questa legge, studiata troppo frettolosamente. La deputata del Pd Ilenia Malavasi ha evidenziato le “numerose anomalie” presenti nel testo e ha criticato la maggioranza per non aver proseguito l’iter di analisi della legge quadro sulla sicurezza delle piscine che è ferma in Commissione Affari Sociali. “Se era così urgente, perché non siamo intervenuti prima?”, ha incalzato la dem, criticando anche il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, che aveva attribuito il rallentamento a “interessi lobbistici”.
Sportiello (M5S): “L’emendamento è solo un’operazione di propaganda”
“Non si tratta di reale sicurezza, ma di un’operazione di propaganda”, ha invece criticato la deputata del M5S Gilda Sportiello sottolineando come nel testo si parli di un generico “sistema di messa in sicurezza, senza spiegare quale sia, e di controlli senza indicare quale sia l’autorità competente”. Inoltre, la pentastellata ha messo in luce come il decreto non includa le piscine private, come se le stesse problematiche non si ritrovino anche in esse. Durissima anche la deputata di Avs Luana Zanella, secondo cui l’emendamento “arrivato all’ultimo minuto” sarebbe l’esempio di una “gestione strumentale” da parte del Governo Meloni, che avrebbe semplicemente provato a dimostrare di aver agito sull’emergenza.
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