Un ragazzo italiano di 15 anni si trova detenuto da circa 70 giorni a Malta e la sua situazione ha acceso l’attenzione delle istituzioni italiane. Il padre, Antonio Santoiemma, ha lanciato un appello pubblico denunciando le condizioni nelle quali si trova il figlio Flavio, arrestato dalle autorità maltesi il 25 maggio scorso. Secondo il racconto del genitore, il giovane avrebbe affrontato un lungo periodo di isolamento e un forte disagio psicologico che avrebbe provocato anche episodi di autolesionismo. Parallelamente, il Ministero degli Esteri italiano ha confermato che l’Ambasciata italiana a La Valletta, in stretto raccordo con la Farnesina, continua a seguire la vicenda attraverso contatti costanti con la famiglia e con le autorità locali.La denuncia della famiglia sulle condizioni del ragazzo
Antonio Santoiemma descrive un quadro che definisce estremamente preoccupante. «Mio figlio, un 15enne italiano, è in isolamento da 70 giorni nFel carcere minorile Coors a Malta. Le sue condizioni sono allarmanti», afferma il padre. Secondo il suo racconto, il ragazzo avrebbe trascorso i primi quattro giorni dopo l’arresto nella divisione 6 del carcere per adulti di Corradino. Durante quel periodo, sempre secondo la testimonianza del genitore, il forte stress avrebbe portato il giovane ad autolesionarsi.
Successivamente le autorità hanno trasferito il ragazzo presso il carcere minorile Coors. Qui, secondo quanto riferisce la famiglia, avrebbe trascorso 35 giorni rimanendo chiuso in cella per circa 22 ore al giorno. Il padre racconta inoltre che il figlio avrebbe dovuto mangiare in piedi e che, per tre giorni consecutivi, avrebbe consumato i pasti con le mani perché nessuno gli avrebbe fornito delle posate. La famiglia considera queste condizioni incompatibili con la tutela di un minore e continua a chiedere un intervento che possa garantire il pieno rispetto dei diritti del ragazzo.
L’intervento dell’Ambasciata italiana e della Farnesina
Il Ministero degli Esteri conferma che l’Ambasciata d’Italia a La Valletta segue il caso fin dall’inizio della vicenda. I rappresentanti diplomatici mantengono un contatto costante con i genitori del ragazzo, che hanno incontrato anche nella giornata di lunedì 3 agosto, offrendo tutta l’assistenza consolare possibile.
La Farnesina rende noto di avere affrontato la questione in più occasioni con le autorità maltesi. L’Ambasciata ha già effettuato una visita al giovane detenuto il 26 giugno e ne ha programmata un’altra presso il penitenziario. Inoltre i funzionari italiani hanno incontrato il direttore dell’istituto penitenziario nel quale il ragazzo si trova detenuto e hanno partecipato, in qualità di osservatori, alle prime udienze del procedimento giudiziario.
Il procedimento giudiziario prosegue a Malta
La vicenda resta nelle mani delle autorità giudiziarie maltesi, che continuano a esaminare il caso. La prossima udienza risulta già calendarizzata per il 19 agosto. Fino a quella data proseguiranno sia l’attività della magistratura maltese sia il monitoraggio da parte delle istituzioni italiane, che seguono con attenzione ogni sviluppo.
Il caso continua quindi a suscitare preoccupazione per le condizioni del giovane detenuto e per il lungo periodo trascorso in custodia. La famiglia chiede che il ragazzo riceva un trattamento conforme alla sua età e alle garanzie previste per i minori, mentre le autorità italiane assicurano di mantenere aperto il dialogo con le istituzioni maltesi e di offrire tutto il supporto consolare consentito dalle norme internazionali. L’esito della prossima udienza potrà rappresentare un momento importante per chiarire l’evoluzione della posizione giudiziaria del quindicenne e le eventuali decisioni sul suo futuro.
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