Donald Trump sta perdendo il sostegno degli alleati. Il presidente finlandese Alexander Stubb – che tra i leader Ue vanta probabilmente il miglior rapporto personale con il tycoon – chiarisce a Politico che “ci troviamo in una situazione in cui potrebbe esserci una recessione globale autoindotta“, le cui conseguenze rischiano di essere più gravi per l’economia rispetto alla pandemia di coronavirus. E sottolinea: “Questo dimostra cosa succede quando si agisce al di fuori del quadro delle regole e delle norme internazionali”.
Una posizione che fa particolarmente rumore, in quanto proviene da un esperto in affari internazionali e voce influente in un momento storico in cui le crisi si sono moltiplicate. Riflette, infatti, sugli eventi degli ultimi mesi, ribadendo la profonda interconnessione tra i vari Paesi del mondo: “Tutto è collegato a tutto: il prezzo del petrolio al prezzo del gas, al prezzo dei generi alimentari, al prezzo dei fertilizzanti, al prezzo dei farmaci, e l’elenco continua”.
La filosofia dell’America First e le sue crepe
Secondo il presidente Stubb, la filosofia dell’America First in relazione alla politica estera – che privilegia gli interessi diretti a quelli internazionali –, non può funzionare. Non è possibile, oggi, ragionare in termini di “confine nazionale” e, pur onorando gli interessi statali, è necessario arrivare a un compromesso con i propri partner. Le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz, infatti, hanno coinvolto tutte le principali potenze internazionali.
“Quello a cui stiamo assistendo ora è il declino delle istituzioni o delle regole internazionali proprio in un momento storico in cui ne abbiamo più bisogno” – continua – “che si tratti di risolvere conflitti, affrontare il cambiamento climatico, risolvere questioni etiche legate all’Intelligenza artificiale o alle biotecnologie, o affrontare i problemi dello sviluppo”. Tutti temi che, in realtà, non scuotono particolarmente il Presidente degli Stati Uniti.
E in merito al potenziale scoppio della Terza Guerra Mondiale, Stubb rimane cauto: “Non ancora. È un concetto vasto, probabilmente troppo vasto perché la mente umana possa comprenderlo”. Tuttavia, avverte: “In assenza di regole e norme internazionali che guidino il nostro comportamento, il conflitto è sempre in agguato”. Sull’escalation in Medio Oriente però non ha dubbi: “Potrebbe sembrare un po’ duro, ma la guerra contro l’Iran non è la mia guerra“.
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