googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
sabato 18 Aprile, 2026
Logo La Sintesi
Donald Trump e Pam Bondi ph X

Trump ha licenziato la procuratrice generale Pam Bondi per la gestione degli Epstein Files

Il presidente è impegnato in un mini rimpasto di governo con l'obiettivo di rialzare i suoi consensi in vista delle elezioni di Midterm

Da Laura Laurenzi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Donald Trump è in vena di cambiamenti. Dopo il licenziamento della segretaria della Sicurezza Interna Usa, Kristi Noem, oggi il tycoon ha deciso di silurare la procuratrice generale Pam Bondi. Sembrerebbe che a infastidire il presidente sia stata la pessima gestione del caso sugli Epstein Files, ovvero i documenti sul giro di prostituzione gestito dal faccendiere americano, in cui più volte viene citato anche il nome del capo di Stato Usa.

“Pam Bondi è una grande patriota americana e un’amica leale, che ha servito fedelmente come mio procuratore generale nel corso dell’ultimo anno”, ha scritto The Donald su Truth annunciando l’uscita della ministra dalla compagine di governo. Una notizia accolta in modo più che positivo dai democratici, come dimostrano le parole del senatore Chuck Schumer, il quale ha commentato la notizia con “Era ora“. Secondo il deputato dem Hakeem Jeffries, invece, il prossimo nella lista dei licenziamenti sarà il ministro della Guerra, Pete Hegseth. Un licenziamento che però potrebbe porre sotto una luce ambigua l’attuale guerra in Iran.

I motivi del rimpasto di Trump

Quello in corso è un vero e proprio rimpasto di governo a poco più di un anno dall’inizio del secondo mandato di Trump. Il tycoon potrebbe essere impegnato in un rinnovamento del suo governo con l’obiettivo di rialzare i sondaggi, crollati dopo la guerra in Iran, in vista delle elezioni di Midterm del prossimo novembre. La notizia del licenziamento di Bondi non arriva come una sorpresa. Alla Casa Bianca era ormai chiaro lo scontento del tycoon nei confronti dell’ex procuratrice della Florida. Quasi tutti i procedimenti iniziati nei confronti dei nemici del presidente, tra cui l’ex direttore dell’Fbi James Comey o l’attorney general di New York Letitia James, si sono conclusi con degli insuccessi e con la conseguente furia di Donald Trump.

A convincere l’imprenditore miliardario della sua decisione è stata la gestione dei documenti legati agli affari di Jeffrey Epstein. Bondi avrebbe reagito con troppa lentezza alle accuse dei Democratici e dei giornali e non avrebbe tutelato adeguatamente le vittime del faccendiere pedofilo, oltre ad essere stata accusata di aver occultato alcuni documenti riguardanti Trump. Al momento, il ministero è gestito ad interim dal viceministro Todd Blanche, che secondo alcuni potrebbe essere un candidato favorito per il ruolo. Altri sostengono che il successore di Bondi sarà Lee Zeldin, ex deputato repubblicano di New York e già candidato governatore, che dallo scorso gennaio ricopre la carica di amministratore dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente.

Leggi anche: Trump: “Colpiremo duramente l’Iran. Lo riporteremo all’età della pietra”

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

 

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata