giovedì 13 Agosto 2026
Donald Trump sullo Stretto di Hormuz

Per Trump oggi è il giorno della distruzione dell’Iran

Ultimatum del presidente americano a Teheran: senza accordo entro martedì gli Stati Uniti pronti a colpire ponti e centrali

Di Redazione
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Donald Trump alza ancora il tono e fissa una scadenza netta: martedì sera, alle 20 sulla costa est degli . Se entro quell’ora non arriverà un’, l’America è pronta a colpire l’Iran con una forza che il presidente descrive senza giri di . “Possiamo eliminare l’intero Paese in una sola notte”, ha detto durante una lunga conferenza stampa alla Bianca.

Il messaggio è chiaro: Washington ha già un piano operativo. Trump sostiene che in poche ore potrebbero essere distrutti ponti, centrali elettriche e infrastrutture energetiche. L’obiettivo, ha spiegato, è piegare Teheran e riaprire lo , passaggio chiave per il commercio mondiale di petrolio. “Abbiamo vinto e quindi saremo noi a decidere”, ha ribadito.

Nel frattempo qualcosa si muove sul fronte diplomatico. Pakistan, Egitto e hanno presentato una proposta che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura della rotta marittima. Secondo fonti vicine ai negoziati, i contatti tra le parti non si sono fermati. Si continua a parlare, anche se la distanza resta ampia.

Teheran ha respinto il piano americano in quindici e ha risposto con una controproposta più corta. Il principio indicato dai diplomatici iraniani è netto: niente tregua senza garanzie di sicurezza. In altre parole, l’Iran chiede la fine della guerra e la promessa di non subire nuovi attacchi.

Sul campo la tensione cresce. ha colpito l’impianto petrolchimico del giacimento di South Pars, la più grande riserva di gas al mondo, e ha annunciato l’uccisione del capo dell’ dei Pasdaran, Majid Khademi. Un colpo pesante per Teheran, che vede ridursi una delle sue principali fonti di entrate.

Il tempo scorre e la finestra per un accordo si restringe. Trump insiste: non arrendersi sarebbe un errore. E mentre i negoziatori cercano una via d’uscita, il rischio di un’escalation resta concreto. Una scintilla, a questo punto, potrebbe bastare.

Leggi anche: Trump: “Dipendesse da me, prenderei il petrolio iraniano”

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