lunedì 25 Maggio 2026
Morti sul lavoro. ANSA_Giuseppe Lami

Il governo lavora allo scudo ai manager per le morti sul lavoro: “Idea folle”

La bozza della riforma consegnata a Nordio prevede l'esclusione della responsabilità penale per i vertici delle aziende che rispettano formalmente la normativa. M5s: "Forte preoccupazione"

Da Giustino Marai
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Una stretta sulle responsabilità penali dei vertici aziendali in caso di morti o gravi incidenti sul lavoro: questa la proposta elaborata dalla commissione ministeriale presieduta dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che punta a limitare la punibilità qualora l’impresa abbia adottato modelli organizzativi e procedure di sicurezza conformi alla normativa vigente.

La proposta

La bozza consegnata al ministro Carlo Nordio prevede l’introduzione di nuove norme nel codice penale relative agli infortuni sul lavoro. L’impianto della riforma punta a distinguere i casi di semplice colpa da quelli di colpa grave, riducendo la responsabilità penale del datore di lavoro qualora l’azienda abbia rispettato formalmente i requisiti previsti dal Testo unico sulla sicurezza.
Secondo l’impostazione della commissione, l’adozione di questi strumenti costituirebbe un elemento decisivo nella valutazione giudiziaria, limitando la possibilità di contestare reati legati a omicidio colposo e lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche.

M5S: “Messaggio devastante”

Durissima la reazione dei parlamentari M5S delle commissioni Lavoro di Camera e Senato: “Apprendiamo con forte preoccupazione le anticipazioni sulla proposta elaborata dalla commissione ministeriale presieduta dal viceministro della Giustizia Sisto di FI, che introdurrebbe una sostanziale limitazione della responsabilità penale dei datori di lavoro nei casi di morti e gravi incidenti sul lavoro laddove l’azienda risulti formalmente in regola sotto il profilo documentale”.
Per i pentastellati “in un Paese che continua a registrare centinaia di vittime ogni anno nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi e nella logistica, la priorità dovrebbe essere rafforzare controlli, prevenzione e responsabilità, non costruire nuovi scudi giuridici per manager e dirigenti. L’idea secondo cui essere adempienti dal punto di vista burocratico possa attenuare o addirittura escludere responsabilità penali è folle e lancia un messaggio devastante”.

Magni (Avs): “Scudare chi ha responsabilità è da matti”

Critiche anche da Alleanza Verdi e Sinistra. Il senatore Tino Magni attacca: “Nessuno scudo per i datori di lavoro in caso di incidenti sul lavoro anche se l’azienda ha le carte in regola. Non è così che si combatte la piaga degli incidenti e dei morti sul luogo di lavoro”.  Secondo Magni, “pensare, in un Paese dove muoiono tre lavoratori al giorno, di scudare chi ha la responsabilità è da matti. Gli incidenti e i morti non sono tragiche fatalità ma frutto di scelte sbagliate, norme ignorate, procedure di sicurezza non applicate, mancanza di controlli, precarietà, subappalti a cascata e lavoro nero. I datori di lavoro devono avere più responsabilità, non meno, Se vogliamo ambire ad essere un Paese civile tutti, dai datori di lavoro al governo, devono assumersi le proprie responsabilità”.

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