In carcere non si trova solo il compagno di Manuela Aiello, Emanuel Iannuzzi, ma anche il padre della piccola Beatrice: Maurizio Rao. “Adesso voglio solo riabbracciare le altre mie due figlie o almeno parlare con loro, visto che da un mese non le sento neanche”, ha detto – come riporta Repubblica – attraverso il suo legale Fabio Scaffidi Fonti. I motivi per cui Rao è stato arrestato e trasferito nel penitenziario di Sanremo non hanno nulla a che fare con la morte della bambina.
“Quello che è successo non è stato un episodio isolato”, ha spiegato, “ma è andato avanti nel tempo”. E ha concluso: “Mi aspetto che i colpevoli siano puniti in modo esemplare”. I cronisti hanno chiesto a Rao se, secondo lui, la colpa dovesse ricadere più su Iannuzzi o Aiello. Su questo l’uomo ha preferito non esprimersi. “C’è un’indagine in corso, lasciamo lavorare la magistratura”, ha affermato invece il legale.
“Io stato d’animo e il turbamento del mio assistito non si possono neanche descrivere”, ha confermato Fonti. Nei giorni scorsi Rao ha incontrato la madre di Beatrice. Un colloquio di pochi minuti avvenuto all’interno del tribunale di Imperia. Ora le autorità, insieme agli assistenti sociali, dovranno stabilire a chi affidare le due sorelle della bimba, di 7 e 9 anni.
Attualmente si trovano in una struttura fuori dai confini liguri. Nella giornata di mercoledì 3 giugno, Aiello – assistita dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni – e Iannuzzi – accompagnato dai legali Maria Gioffré e Cristian Urbini – saranno attesi davanti al gip per l’interrogatorio di convalida dell’arresto. La Procura, la cui indagine è stata affidata al procuratore Alberto Lari, è convinta che la responsabilità debba ricadere su entrambi.
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