Una pioggia di oltre 400 droni russi ha travolto l’Ucraina nella notte tra giovedì 26 e venerdì 27 febbraio. Un drone russo, inoltre, è stato intercettato nei pressi della portaerei francese Charles de Gaulle, in Svezia. Le autorità locali sono intervenute immediatamente per neutralizzarlo. In base alla ricostruzione di Sveriges Television, sembra che il drone sia decollato da una nave russa che si trovava nelle vicinanze. Il velivolo, una volta attivate le contromisure, è sparito. Non è ancora chiaro, dunque, se sia tornato alla base o se sia stato abbattuto.

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In Ucraina il bilancio è, ancora una volta, disastroso. Il Cremlino ha impiegato 420 velivoli e 39 missili di vario tipo, danneggiando infrastrutture, impianti energetici ed elettrici. Otto regioni hanno riportato danni a edifici civili, case e servizi pubblici. In particolare, a Kharkiv un drone ha colpito un edificio residenziale nel distretto di Shevchenkivskyi, distruggendo la facciata e gli interni. Nonostante la gravità dell’esplosione, non si riscontrano vittime o feriti tra i residenti e i soccorritori. A Zaporizhzhia invece i velivoli hanno ferito quattro persone, incluso un minore.
Le dinamiche dei recenti attacchi confermano così la strategia del Cremlino, che negli ultimi mesi colpisce – sempre più spesso – i centri abitati, non limitandosi più solo a obiettivi militari ed energetici.
A cura di Maria Vittoria Ciocci
