mercoledì 15 Luglio 2026
Pietrangelo Buttafuoco

L’Europa taglia i fondi alla Biennale filorussa di Buttafuoco

Palazzo Berlaymont ritiene di dover difendere «i valori democratici». Mentre il segretario della Lega Matteo Salvini sottolinea: «La cultura non si piega ai diktat di Bruxelles»

Di Redazione
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La Commissione UE ha deciso di bloccare in via definitiva i finanziamenti, del valore di 2 milioni di euro, alla Biennale di Venezia. Bruxelles non perdona alla Fondazione la scelta di includere il , che in primavera ha scatenato la dura reazione degli oppositori dello «Zar» Vladimir Putin. E così la vicepresidente della Commissione, la finlandese Henna Virkkunen, ha scritto su X: «La cultura in Europa dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna». A poco è servita, quindi, la posizione espressa più volte dal Governo , che tramite il ministro della Cultura Alessandro Giuli, si era dissociato dalla decisione del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.

La Fondazione aveva chiarito che il padiglione non era aperto al pubblico, nel rispetto della normativa europea. La Commissione tuttavia, così come l’agenzia European Education and Culture Executive (EACEA), aveva chiesto più volte chiarimenti alla Biennale e l’esclusione di Mosca dalla kermesse. Il giorno dell’apertura poi coincideva con la Festa dell’Europa, il 9 maggio, un dettaglio che non ha fatto altro che acuire le a Palazzo Berlaymont. Ma il caso della Biennale non è isolato. Bruxelles ha condannato fermamente anche l’inclusione degli atleti russi in occasione delle Paralimpiadi di Cortina, inviando una nota nella quale si leggeva: «Finché non ci sarà una pace giusta e duratura in Ucraina, non vi dovrebbe essere una normalizzazione della partecipazione della Russia a eventi sportivi e culturali internazionali».

Valori democratici che, però, non sono stati utilizzati come parametro nella scelta del coinvolgimento o meno degli Stati Uniti e soprattutto di Israele, tanto per quanto concerne la Biennale, quanto per le Paralimpiadi. A ogni modo, nel frattempo, è arrivata la reazione del leader della Lega Matteo : «La Biennale è storia, cultura, arte, innovazione e libertà. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo ce ne faremo una ragione». E ha aggiunto: «La cultura non si piega ai diktat di Bruxelles».

Lo segue l’ex governatore del : «La decisione annunciata dalla di raccomandare lo stop al contributo di due milioni di euro alla Biennale di Venezia è francamente inaccettabile. La considero un atto di arroganza istituzionale e di ostilità senza precedenti nei confronti di una delle più prestigiose istituzioni culturali del mondo». Si è poi rivolto all’: «Rivolgo un appello al Governo – prosegue Zaia – affinché metta in campo una vera controffensiva istituzionale e a tutela della Biennale.  Qui si tratta di salvare un principio: quello della libertà, che deve essere garantito senza se e senza ma. Se accettiamo che l’autonomia culturale possa essere condizionata attraverso la leva dei finanziamenti, allora il problema va ben oltre i due milioni di euro».

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