giovedì 28 Maggio 2026
Ruby e Berlusconi. ANSA_Massimo Percossi

Al via il Ruby Ter: le “Olgettine” tornano in tribunale

Davanti alla Corte d'Appello di Milano riparte il processo all'avvocato di Karima El Mahroug e alle ex frequentatrici delle "cene eleganti" di Berlusconi: l'accusa è di corruzione in atti giudiziari

Da Giustino Marai
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A dodici anni dalle prime indagini, e in alcuni casi quattordici dai fatti contestati, è ripartito davanti alla Corte d’Appello di Milano il Ruby ter: 22 imputati, 21 ex frequentatrici delle “cene eleganti” di Arcore e l’avvocato Luca Giuliante, ex legale di Ruby, al secolo Karima El Mahroug. L’accusa è di corruzione in atti giudiziari per le presunte false testimonianze rese nelle inchieste Ruby 1 e Ruby 2 che coinvolsero l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi assieme a Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.

L’udienza

L’udienza davanti al collegio composto dai giudici Correra, Bernazzani e Zappatini è stata subito segnata da tensioni e stoccate polemiche. In aula era presente una sola imputata, Miriam Loddo, il cui legale Marco De Giorgio ha definito il processo “un vilipendio di cadavere”: “Dovrebbero gestirlo dei necrofori e non dei magistrati, sarebbe più serio”.
Le difese contestano un procedimento che continua a trascinarsi dal 2010 e che, dopo l’annullamento dell’assoluzione disposto dalla Cassazione nel 2024, potrebbe ripartire quasi da zero.

La battaglia sui testimoni

Gli avvocati delle ex “Olgettine” chiedono infatti di riaprire completamente l’istruttoria dibattimentale, convocando nuovi testimoni: commercialisti, ex fidanzati e persone che possano confermare uno “stile di vita sobrio” delle imputate. mmmmmmmmmmm
In primo grado molte difese avevano rinunciato a chiamare testimoni dopo che il Tribunale aveva accolto la tesi secondo cui le ragazze avrebbero dovuto essere ascoltate fin dall’inizio come indagate, con avvocato e garanzie difensive. Dopo che, nel 2024, la Cassazione ha ribaltato quell’impostazione, le difese reclamano la possibilità di recuperare quelle prove mai discusse.

Un processo ancora senza fine

La presidente della Corte, Maria Rosaria Correra, ha più volte invitato i legali a stringere sui numerosi rilievi procedurali e sulle questioni di costituzionalità. Alla fine dell’udienza ha fissato le prossime date, lasciandosi sfuggire una frase che fotografa il clima generale. Quando un avvocato le ha chiesto se quella di settembre potrà essere l’ultima udienza, ha risposto: “Tutti vorremmo che fosse l’ultima”.
Una battuta pronunciata con tono quasi rassegnato, e che sembra presagire termini ben più lunghi per una vicenda che attraversa le aule giudiziarie da quasi quindici anni.

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