lunedì 28 Settembre 2026

Chi mente tra Trump e il regime iraniano? “Possibilmente entrambi”

L’ambasciatore Stefano Stefanini: “Né il presidente americano né Teheran son alieni dalle "fake news", anzi spesso le coltivano”

Di Redazione
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Secondo l’analisi di Stefano Stefanini pubblicata su La , Donald sta cercando una via d’uscita dalla guerra contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio per sua decisione. Ma in questa fase del conflitto la verità diventa un terreno scivoloso: sia Washington che usano informazioni e smentite come strumenti di pressione. In altre , nessuno dei due dice tutto, e a volte racconta versioni utili alla propria strategia.

Negli ultimi giorni Trump ha rinviato un attacco contro obiettivi energetici iraniani e ha parlato di colloqui in corso tra e Iran. Il punto è che nessuno sa dove si tengano questi contatti e chi li conduca. L’Iran, almeno in , nega ogni trattativa. Questo scambio di dichiarazioni opposte non è casuale: serve a entrambe le parti per guadagnare , testare le reazioni e costruire una possibile uscita dal conflitto senza mostrare debolezza.

La pausa di cinque giorni concessa dal Pentagono non significa fine della guerra. Le operazioni militari continuano e anche Israele resta in campo con forza. I mercati hanno tirato un sospiro di sollievo, ma i danni economici e il rischio di una crisi energetica restano sul tavolo. L’Iran un prezzo alto, sia sul militare sia su quello interno, e per questo potrebbe avere interesse a negoziare, anche se continua a mostrarsi inflessibile.

Secondo Stefanini, la soluzione più credibile resta un compromesso. Nessuna vittoria netta, ma un accordo che permetta a Trump di rivendicare un risultato e all’Iran di salvare la faccia. In mezzo, una guerra combattuta anche con le parole, dove propaganda e messaggi ambigui diventano armi quasi quanto e droni.

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