Le delegazioni di Usa e Iran sono giunte a Islamabad, in Pakistan, dove oggi sono iniziati i colloqui per trasformare il cessate il fuoco in vigore in una pace duratura. Un negoziato complesso, viste le difficoltà finora incontrate e le richieste di Teheran a Washington. La Repubblica islamica ha infatti chiarito che si sarebbe seduta al tavolo dei negoziati solo a due condizioni: un cessate il fuoco in Libano, dove continuano i bombardamenti di Israele, e lo sblocco dei beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, gli Usa avrebbero acconsentito alla seconda richiesta. Una fonte iraniana di alto livello, che però è voluta rimanere anonima, ha dichiarato che la Repubblica islamica ha accolto con favore la decisione, considerandola un segno di “serietà” nel raggiungere un accordo nei colloqui. Gli Usa, invece, hanno smentito la notizia tramite un funzionario anonimo.
Da quando la delegazione iraniana è arrivata ad Islamabad la scorsa notte, sono in corso consultazioni e colloqui con i funzionari pakistani, al fine di garantire che la parte statunitense rispetti i propri impegni. L’agenzia iraniana Fars ha spiegato che il formato dei negoziati tra Usa e Teheran sarà deciso solo dopo la fine dell’incontro della delegazione di Teheran con il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif. “Abbiamo deciso di trattare, ma non ci fidiamo degli Stati Uniti”, ha infatti dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Le tensioni intorno ai negoziati tra Usa e Iran
Il New York Times ha già chiarito che la delegazione inviata dal regime degli Ayatollah ha pieno potere decisionale, per cui presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha l’autorità di “raggiungere un accordo o abbandonare il tavolo”. I colloqui sono iniziati dopo che anche il vicepresidente Usa, JD Vance, ha incontrato il premier di Islamabad.
Le tensioni non sono comunque finite. Teheran continua ad accusare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di voler ostacolare i negoziati. Secondo l’Iran, Israele non vorrebbe un accordo di pace per poter continuare a perseguire i suoi progetti in Libano. Di conseguenza, Teheran ritiene anche gli Usa responsabili di questa situazione, in quanto alleati di Israele.
Il primo vicepresidente iraniano ha affermato che un accordo con gli Stati Uniti è possibile se i negoziati saranno guidati da quello che ha definito un approccio “America First”. “Tuttavia, se ci troveremo di fronte a rappresentanti di ‘Israel First’, non ci sarà alcun accordo. Continueremo inevitabilmente la nostra difesa con ancora maggiore vigore”, ha poi aggiunto.
Leggi anche: Colloqui tra Usa e Iran: al via in Pakistan il vertice per fermare la guerra
Seguite La Sintesi sui nostri social!
