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sabato 18 Aprile, 2026
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Giorgia Meloni. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

La stampa estera boccia Meloni: “Indebolita dalla vittoria del No”

Dai quotidiani internazionali sono dure le analisi sulla sconfitta della premier al referendum

Da Alessio Matta
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Il voto referendario italiano ha attirato l’attenzione dei media internazionali. La bocciatura della riforma della Giustizia viene interpretata come un segnale politico forte: la maggioranza incassa uno stop e la leader perde slancio. Le principali testate straniere dedicano spazio a una consultazione che, secondo molti osservatori, apre una fase più complessa per l’esecutivo.

Il quotidiano britannico The Guardian parla di una reputazione destinata a soffrire e descrive una presidente del Consiglio meno solida rispetto al passato. Secondo il giornale, il risultato rischia di rallentare altri progetti della coalizione, a partire dalla riforma elettorale pensata per rafforzare la maggioranza in vista delle elezioni del 2027. Sul tavolo resta anche l’idea di introdurre l’elezione diretta del premier, obiettivo che ora appare più difficile.

Il Financial Times usa parole dure e definisce l’esito una battuta d’arresto significativa. Per il giornale economico, il voto riflette un malessere diffuso tra i cittadini e mette in discussione alcune scelte simbolo del governo. Tra queste vengono citati il piano per trattenere i richiedenti asilo in centri fuori dai confini nazionali e il progetto del ponte tra Calabria e Sicilia, opera dal costo molto elevato.

Anche altre testate europee insistono sul tema della fragilità politica. Politico sottolinea che la sconfitta riduce il peso della leader in vista delle prossime elezioni. Il francese Libération ricorda che la premier ha ribadito la volontà di restare al suo posto, segno di una fase delicata ma ancora aperta.

In Germania Der Spiegel parla di una bocciatura pesante e di una guida del governo delusa, mentre lo spagnolo El País evidenzia un dato simbolico: è la prima vera sconfitta elettorale in tre anni. Un segnale che, per molti analisti, segna l’inizio di una stagione politica più incerta.

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