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sabato 18 Aprile, 2026
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Stretto di Hormuz, Donald Trump ph Instagram

Le alternative a Hormuz: l’Arabia Saudita ripristina la via verso il Mar Rosso

Ripristinato a pieno regime l'oleodotto Est-Ovest,, riuscendo ad aggirare le minacce di Teheran. Al contrario, Iraq ed Emirati Arabi restano ostaggi senza riuscire a liberarsi dal ricatto iraniano

Da Silvia Forconi
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Mentre lo Stretto di Hormuz resta una trappola, l’Arabia Saudita ha ufficialmente dichiarato la propria indipendenza strategica. Con il ripristino a pieno regime dell’oleodotto Est-Ovest,  è ora in grado di pompare 7 milioni di barili al giorno direttamente verso il Mar Rosso, rendendosi indipendente rispetto allo Stretto.

“Non abbiamo più bisogno di Hormuz”

Il Ministro dell’Energia saudita ha annunciato la ripresa di due importanti siti energetici colpiti nei giorni scorsi da attacchi. In un messaggio pubblicato su X, il ministero ha dichiarato che la ”capacità di pompaggio dell’oleodotto Est-Ovest è tornata ai livelli completi”. È stata inoltre recuperata una produzione di circa 300.000 barili al giorno nel giacimento di Manifa. Proseguono intanto i lavori per riportare a pieno regime anche il sito di Khurais, che potrebbe aggiungere ulteriori 300.000 barili giornalieri.

Il caso Iraq

Molto più  critica la situazione a Baghdad, nel pieno di un’emergenza: la produzione è crollata da 4,3 a 1,3 milioni di barili al giorno perché non ha vie d’uscita sicure. Il tentativo di utilizzare l’oleodotto che porta il petrolio di Kirkuk verso il porto turco di Ceyhan è bloccato dal braccio di ferro politico con la Regione autonoma del Kurdistan.

Emirati sotto attacco

Nemmeno gli Emirati Arabi Uniti possono festeggiare. La loro alternativa a Hormuz, l’oleodotto ADCOP verso il porto di Fujairah, è finita sotto attacco. Lo scorso 3 marzo, i detriti di un drone abbattuto hanno colpito i terminali di stoccaggio, danneggiando la struttura. Con una capacità di soli 1,5 milioni di barili, già dimezzata dagli attacchi, Abu Dhabi non può garantire i flussi necessari a rassicurare i mercati mondiali.

Il nuovo fronte

Se l’Arabia Saudita è uscita dal raggio d’azione dell’Iran nello Stretto, è entrata in quello dei suoi alleati. Spostare tutto il petrolio verso il Mar Rosso significa portarlo a pochi chilometri dalle basi degli Houthi in Yemen. ”Abbiamo il dito sul grilletto’‘, ha avvertito il leader Abdul Malik al-Houthi.

Per il momento l’Arabia Saudita appare l’unica pedina capace di muoversi, mentre gli altri Paesi restano inchiodati dai sabotaggi e dalle divisioni interne. Per il mercato del cherosene e del greggio europeo, la mossa di Riyadh è una boccata d’ossigeno, anche se la stabilità resta ancora un miraggio.

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