La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe pronta a procedere a un rimpasto di governo. I consensi in calo di FdI, che secondo il sondaggio YouTrend per Agi sarebbe sceso al minimo storico dal suo insediamento (27%), e il rischio di perdere le elezioni previste per il prossimo anno avrebbero spinto la leader del partito della fiamma a valutare una serie di cambi ai vertici dei suoi ministeri. Come riporta Italia Oggi, gli spostamenti potrebbero arrivare già in autunno, magari proprio il 22 ottobre, data del quarto anniversario dell’esecutivo Meloni.
Salvini al Viminale al posto di Piantedosi (Lega)
Secondo la testata, il primo osservato speciale è il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il titolare del Viminale potrebbe essere allontanato dal suo ruolo non per qualche sua mancanza, ma perché quel ministero sarebbe considerato strategico per il leader della Lega, Matteo Salvini. Quest’ultimo nel 2022 era ancora sotto processo per il caso Open Arms e per questo non era stato messo alla guida del ministero dell’Interno. Dopo la sua assoluzione nel dicembre 2024, però, aveva cominciato a spingere per tornare a ricoprire il ruolo affidatogli durante il Governo gialloverde con il M5S.
E se inizialmente Meloni si era mostrata scettica di fronte al trasferimento, oggi il ritorno di Salvini al Viminale sembra ormai inevitabile. Il segretario della Lega non gode più della stessa fiducia del passato da parte degli esponenti del suo partito, i quali continuano a esortarlo a svolgere un ruolo più centrale all’interno del Governo Meloni. In più, uno spostamento del leader della Lega potrebbe risollevare le percentuali del partito, messo in crisi dall’ascesa di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
Zaia (Lega) alle Imprese in sostituzione di Urso (FdI)
Per Piantedosi la Presidente del Consiglio avrebbe immaginato un ruolo di spicco in Europa, nella speranza che l’attuale ministro sia pronto a cedere il suo posto al segretario del suo partito. Nel caso in cui, però, la partita non andasse in porto, la Lega potrebbe comunque ottenere un nuovo ministro. L’attenzione è tutta puntata sull’ex governatore del Veneto, Luca Zaia, sempre più impaziente di tornare al centro della vita politica italiana. Nel suo caso, il ministero di riferimento sarebbe quello delle Imprese e del Made in Italy, ora guidato da Adolfo Urso di FdI. La speranza è quella di risanare un dicastero che finora non ha ottenuto risultati.
Ferrante (FI) sostituisce Nordio (FdI) alla Giustizia
Di fronte a questa attenzione per la Lega, è possibile che anche Forza Italia chieda maggiore centralità nel Governo. Meloni, quindi, starebbe valutando la sostituzione del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con un esponente forzista. Di fronte alle ultime polemiche relative alla grazia a Mario Roggero, così come quella a Nicole Minetti e anche il caso Almasri, la Presidente del Consiglio potrebbe cercare una figura più tranquilla con cui concludere la legislatura.
Il favorito sarebbe l’avvocato Tullio Ferrante, ex componente della commissione Giustizia alla Camera e ora sottosegretario alle Infrastrutture. Si tratta, inoltre, di un nome che è gradito sia al segretario Antonio Tajani sia alla figlia del Cavaliere, Marina Berlusconi.
Un rimpasto vero e proprio per svecchiare l’esecutivo e cercare di guadagnare consensi in vista del voto. Un’operazione più di immagine che di sostanza, visto che finora le riforme adottate dal governo sono vicine allo zero, ma che potrebbe servire a Meloni per mettere in atto uno sprint finale per accaparrarsi un secondo mandato a Palazzo Chigi.
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