Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, a margine dell’incontro con il gioielliere Mario Roggero nel carcere di Bollate, ha ricordato ai cronisti che i parlamentari del centrodestra hanno avviato una raccolta firme per chiedere la grazia per il 72enne, condannato per aver ucciso i due rapinatori che nel 2021 avevano fatto irruzione nel suo negozio. La vicenda ha così riacceso il pressing del centrodestra sul presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dal Quirinale, per il momento, non arriva alcun commento. A segnare la posizione del Quirinale è stata la convocazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio al Colle, un richiamo che ha ricordato al Governo a chi spetta la concessione della grazia secondo la Costituzione.
Benché sia una prerogativa del Capo di Stato, in nome della propaganda, Lega e FdI procedono compatti. Forse pe rché intimoriti dal largo consenso di Roberto Vannacci e del suo Futuro Nazionale. Tra slogan e magliette con su scritto: «Grazia per Mario Roggero». Proprio il 19 luglio il segretario del Carroccio Matteo Salvini ha affermato: «Nulla vieta di spingere, sollecitare. (Il presidente della Repubblica, Mattarella, ndr) può prendere in considerazione l’ipotesi della clemenza, come è stato fatto tante volte in passato per tanti rei». E anche Giorgia Meloni – che, in quanto presidente del Consiglio, dovrebbe evitare scontri frontali con il Colle – ha ribadito al Corriere della Sera: «Ma certo, gli ho detto io – a Carlo Nordio, ndr – di andare avanti».
Il Carroccio poi fa un salto di qualità con il senatore leghista Claudio Borghi, che sui social propone di annullare la proporzionalità della legittima difesa quando si verifica un’irruzione a mano armata in una proprietà privata e aggiunge: «Significa usare l’unico potere che controlliamo. Quello del Parlamento eletto dai cittadini. Il potere legislativo. Senza bisogno di chiedere niente a Mattarella».
In questo caos istituzionale, però, è doveroso ricordare che il capo di Stato non può concedere la grazia a scatola chiusa. Sono necessari una serie di presupposti, come le gravi condizioni del detenuto, una valutazione della magistratura di sorveglianza e, soprattutto, il pentimento da parte del condannato del reato commesso. Precondizione che, chiaramente, non appartiene a Mario Roggero, il quale ha più volte ribadito: «Bisogna trovarcisi. Mattarella si metta la mano sulla coscienza».
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





