L’indignazione per la morte di Abderrahim Fakir si è riversata nelle strade di Bologna. Lo scontro tra i manifestanti e le forze dell’ordine si è concluso con il bilancio di 64 agenti feriti, con prognosi comprese tra i 3 e i 35 giorni. Nel frattempo, proseguono le indagini sulla morte del 43enne di origini marocchine, che ha perso la vita mentre era ammanettato e immobilizzato a terra, con il ginocchio di un carabiniere puntato sulla testa.
«Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile», la sentenza della premier Giorgia Meloni, «Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine». La segue il vicepremier Matteo Salvini: «C’è qualcuno che sta alimentando odio e conflitto verso chi indossa una divisa. Mi sembra palese e mi sembra irresponsabile, per altro in un momento delicato anche dal punto di vista internazionale come questo».
La tensione nelle piazze si trasferisce in Aula, dove il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami afferma assertivo: «Pd, M5S e tutti i soggetti che fomentano quotidianamente l’odio per le forze dell’ordine. Siete dei vigliacchi, se aveste un poco di onore si sarebbe già dimesso il sindaco di Bologna». Dai banchi dell’opposizione si solleva la capogruppo del Pd Chiara Praga, che difende il partito dalle accuse: «Non possiamo accettare che il Parlamento venga usato per delegittimare gli avversari politici con argomenti infondati e insulti».
Il leader del M5S Giuseppe Conte, alla luce del botta e risposta avvenuto in Aula, invita la politica a lasciare che la magistratura faccia il suo corso e dunque ad «astenersi, evitando di strumentalizzare i casi concreti». Il pentastellato sottolinea, infatti, che le dinamiche dell’accaduto sono ancora da chiarire. La vicenda, ribadisce, non deve sfociare in «aggressioni violente». Un approccio cauto che si scontra con quello più severo del leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci: «La vera violenza è a sinistra».
Nel dibattito, trova spazio infine il sindaco di Bologna Matteo Lepore, che si dissocia fortemente dagli attacchi del centrodestra: «Gli scontri non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica».
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