C’è un accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo sull’intesa tariffaria tra Usa e Unione europea siglata nel 2025. A quasi un anno dalla firma dell’accordo sui dazi a Turnberry, in Scozia, tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente Usa Donald Trump, i vertici di Bruxelles sono riusciti a trovare un punto di accordo che ponga fine alle tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. Seppur passato in secondo piano rispetto all’emergenza energetica e al riarmo Ue, il tema delle tariffe continua a preoccupare la Commissione europea e i settori che potrebbero essere più colpiti da questi rincari.
Perché l’Ue doveva trovare un’intesa
In sostanza, l’Ue doveva trovare una quadra che rispettasse le richieste di tutti e 27 i Paesi membri. Solo in questo modo sarebbe stato possibile passare alla fase due del piano, ovvero l’attuazione dell’accordo con gli Usa, che avverrà nelle prossime settimane. Con questo via libera, l’accesso liberalizzato al mercato rimarrà valido fino alla fine del 2029, con la possibilità di una proroga.
Lo stesso procedimento sarà poi seguito dagli Stati Uniti, dove si teme che possano verificarsi diversi rallentamenti. Lo ha ricordato questa mattina il relatore del Parlamento europeo per l’implementazione dell’intesa, Bernd Lange, sottolineando come negli Usa siano presenti prodotti con dazi superiori al 15%, in media al 26%. Se questi non verranno abbassati, allora anche l’Europa sarà costretta ad allineare i suoi.
Cosa contiene l’accordo tra Usa e Ue sui dazi
Ogni singolo disequilibrio, infatti, potrebbe costare tantissimo. Tra Usa e Ue quotidianamente ci sono scambi commerciali dal valore di 4,2 miliardi di euro. I settori strategici su cui si continua a mantenere l’attenzione sono l’automotive, i semiconduttori, la farmaceutica e i prodotti del legno. Su questi i dazi non dovrebbero superare il 10% o il 15%. Invece, per il sughero, gli aeromobili e i farmaci generici il regime è quello di zero dazi. L’obiettivo resta ovviamente quello di evitare nuove escalation tariffarie e garantire un quadro stabile alle imprese. È proprio l’incertezza a provocare i danni maggiori in economia, a causa dei timori di investitori e dei conseguenti cali dei mercati.
Proprio su questo fronte, Usa e Ue hanno anche siglato una cooperazione rafforzata sull’acciaio e l’alluminio, ovvero i due settori che spesso finiscono al centro di tensioni commerciali. Le due potenze si sono impegnate a coordinare le misure contro la concorrenza sleale e la sovraccapacità globale, in particolare quella proveniente da economie che non sono di mercato. Con queste intese l’Ue potrebbe risparmiare circa 5 miliardi di euro in dazi, garantendo un calo dei prezzi e una produzione più competitiva alle sue imprese e industrie. Sempre che Donald Trump non cambi nuovamente idea.
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